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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/06/2014  -  stampato il 03/12/2016


Belluno, detenuto distrugge la cella per un mal di denti

Un mal di denti può scatenare una forza sovrumana. È stato condannato a 6 mesi di reclusione un uomo, Iancu Bahic di 29 anni, accusato di danneggiamento aggravato. L’imputato, già detenuto in carcere per rapina, l’8 novembre 2010, esplose in un moto di rabbia che lo portò a distruggere la sua cella nel carcere di Baldenich. Bahic, assistito dall’avvocato Emiliano Casagrande, si trovava da solo in una cella di osservazione, quando le sue urla e un gran frastuono richiamarono l’attenzione degli agenti della Polizia Penitenziaria. Arrivati davanti alla cella, gli agenti trovarono l’imputato appollaiato su una mensola in cemento che serviva a sorreggere la televisione. L’uomo inveiva e teneva la televisione per il cavo, usato come pendolo e descritto dagli agenti come uno yo-yo, mentre tutto ciò che era presente all’interno della cella era stato distrutto.

Oltre alla televisione e a una plafoniera di vetro teoricamente anti sfondamento, l’uomo era riuscito a strappare dal muro un termosifone in ghisa da due quintali, a sradicare dal pavimento la turca in ferro che era cementata, così come era fissato al muro con il cemento anche il lavandino in ferro. Tutto divelto e buttato in mezzo alla stanza, insieme a pezzi di cemento armato, mentre l’acqua uscita dai tubi.

Gli agenti hanno atteso gli ordini del comandante che ha suggerito di aspettare e lasciar sfogare l’uomo. La conta dei danni, impossibile da ricostruire nel dibattimento che si è concluso ieri, è stata fatta il giorno successivo, quando gli agenti sono tornati nella cella per eliminare le macerie.
L’imputato, non imponente, ma decisamente muscoloso, ha spiegato al giudice Elisabetta Scolozzi di aver perso la testa perché afflitto dal mal di denti, ha ammesso di aver rotto la tv che sta già ripagando, ma ha negato di avere la forza per spaccare il cemento armato.

L’avvocato Casagrande, dopo aver ricordato le condizioni delle carceri italiane, ha cercato di limitare i danni affermando che il carcere non è un luogo pubblico. Il pm Sandra Rossi ha chiesto la condanna a 9 mesi.

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