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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/06/2014  -  stampato il 09/12/2016


Tubercolosi in carcere: la posizione del SAPPE a tutela dei Poliziotti penitenziari

"Noi vogliamo che la tutela della salute di chi lavora in carcere sia effettivamente esercitata", anche chi lavora a stretto contatto con i detenuti come i poliziotti penitenziari "devono essere messi nelle condizioni di operare con tutte le tutele, a cominciare da quelle sanitarie". Il segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, in questi giorni in Sardegna per una serie di visite ad alcune carcere regionali, interviene sui recenti cinque casi di tubercolosi che si sono verificati tra i detenuti del carcere Buoncammino di Cagliari.

La prevalenza della tubercolosi, sia essa conclamata o latente, "è più alta nella popolazione carceraria rispetto alla popolazione generale - spiega - per cui e da tempo le organizzazioni sanitarie hanno messo l'accento sulla necessità di arrestare il contagio in questa popolazione a rischio". Capece ricorda che recenti studi e ricerche "hanno accertato come nella popolazione carceraria tra il 30 e il 40% delle persone abbiano l'epatite C, mentre l'epatite B attiva è intorno al 7%; oltre la metà dei detenuti (56%), inoltre, ha avuto contatti con l'epatite B; l'infezione della tubercolosi è oltre 50% nei detenuti stranieri".

Il sindacato ricorda anche che sempre secondo recenti studi "l'alta prevalenza di tubercolosi nella popolazione carceraria contribuisce all'aumento dell'infezione anche nella popolazione generale: i risultati hanno evidenziato una prevalenza 23 volte più alta nella popolazione carceraria per la Tbc conclamata e 26,4 volte più alta per la Tbc latente. Inoltre, l'8,5% dei contagi nella popolazione generale è attribuibile a contatti con la popolazione carceraria".

Per queste ragioni il Sappe "auspica periodiche e continue visite di controllo e una profilassi ad hoc per i poliziotti, che lavorano a contatto con molte situazioni a rischio - come nel caso del carcere di Cagliari Buoncammino - ogni giorno, per 24 ore".

L'Unione Sarda

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