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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/06/2014  -  stampato il 05/12/2016


Da cinque a tre Forze di Polizia: il sasso stato gettato nello stagno

Non c'è bisogno di ricordare Gianni Rodari e la metafora del sasso gettato nello stagno per capire che la proposta di ridurre le forze di polizia da cinque a tre, lanciata nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione, è destinata a lasciare il segno e ad avere conseguenze, soprattutto - proseguendo nella citazione dello scrittore di Omegna - nei confronti di quegli

"oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno" e che adesso "sono come richiamati alla vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra di loro (...), mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari".

Ecco, quegli "oggetti" sono le potenti burocrazie ministeriali che da sempre si oppongono alla necessità di ridurre e unificare le forze di polizia, che sono ben cinque nel nostro Paese e alle quali occorre aggiungere la polizia provinciale, quella locale, i vigili del fuoco e la guardia costiera. Una macchina che costa venti miliardi di euro l'anno, col sessanta per cento delle risorse assorbite dagli apparati logistici e amministrativi. Una cifra enorme che rende quasi impossibili, in tempi di spending review, nuovi investimenti nella sicurezza e che impedisce, per altro, di dare a poliziotti e carabinieri paghe migliori, visto che i loro stipendi sono fermi da cinque anni.

Marianna Madia, alla vigilia dell'ultimo consiglio dei ministri che ha dato via libera alla riforma della pubblica amministrazione, c'ha provato a buttare il sasso nella stagno, certamente con l'avallo del premier. La cosa per adesso non ha avuto seguito, ma chi conosce il modus operandi del capo del Governo e dei suoi fedelissimi sa benissimo che una riforma della sicurezza è ormai inevitabile. L'idea di accorpare la penitenziaria e il corpo forestale nell'ambito della polizia di Stato, ipotizzando ad esempio la creazione di nuove specialità come la stradale e la polfer, potrebbe rappresentare un primo step di quel difficile, ma non impossibile, percorso di unificazione delle forze dell'ordine.

Sul web ormai le firme raccolte attraverso il sito internet sono migliaia e migliaia e il sindacato di polizia Sap crede convintamente nel successo di questa battaglia. Ho avuto già modo di scriverlo e voglio ribadirlo: caro Matteo Renzi, vai avanti così. C'è da cambiare verso anche per quel che riguarda la sicurezza.

huffingtonpost.it - Massimo Montebove