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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/06/2014  -  stampato il 11/12/2016


Cinque direttori per dodici carceri: in Sardegna collasso evitato solo dalla Polizia Penitenziaria

"La situazione penitenziaria in Sardegna è semplicemente scandalosa ed è grave che, nonostante le nostre denunce, fino ad oggi non sia cambiato nulla".

È la denuncia lanciata oggi dal segretario generale del Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece durante il consiglio regionale del sindacato a Monastir, cui hanno partecipato i delegati sindacali di tutta la Regione. "La situazione che è emersa - confermano - è davvero allarmante: com'è possibile, ad esempio, che per i dodici penitenziari sardi continuino ad esserci solamente cinque direttori?".

Il Sappe ha riepilogato i numeri del 2013: "364 atti di autolesionismo, 99 tentati suicidi, un suicidio, sei decessi per cause naturali, 21 ferimenti e 50 colluttazioni. Con queste violenze e con questi drammi hanno a che fare, quotidianamente, i poliziotti penitenziari, encomiabili per la loro professionalità e umanità".

"La situazione della Sardegna ha raggiunto limiti massimi - ha attaccato Capece, oltre i quali non è possibile proseguire, e se il sistema penitenziario regionale regge è solamente per l'alto senso di responsabilità e di competenza che tutto il personale, e principalmente quello appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, pone in essere quotidianamente. Le attuali condizioni - ha concluso - sono certamente il risultato di politiche sbagliate, trascuratezze, risposte inadeguate avvenute a livello nazionale e locale, legislativo e gestionale da molto, troppo tempo. Troppi gli errori, le disattenzioni, i limiti". 

ANSA