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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2014  -  stampato il 04/12/2016


Piano carceri e ristrutturazione padiglioni: nove indagati al DAP

Falso, abuso d’ufficio e corruzione. Due inchieste e due temi: il piano carceri e la ristrutturazione di alcuni penitenziari in particolare Voghera, Lodi e Frosinone.

Per questo, su disposizione della Procura di Roma, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) è stato perquisito. L’indagine è coordinata dal pm Paolo Ielo e Mario Palazzi. Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno perquisito anche gli uffici del commissario straordinario al piano carceri, le abitazioni di alcuni indagati e le sedi di alcune società coinvolte.

Alla base dell’operazione che ha portato alle perquisizioni negli uffici del Dap – anche del commissario governativo per il piano carceri Angelo Sinesio che è indagato – ci sarebbero le segnalazioni effettuate nei mesi scorsi dall’ex direttore generale beni e servizi del Dap, Alfonso Sabella, ad integrazione della quale sarebbero giunte anche altre segnalazioni. In tutto sono none gli iscritti nel registro degli indagati.

Già da un mese erano in corso verifiche da parte dell’ufficio ispettivo del ministero della Giustizia. Secondo la Procura di Roma, Sinesio, accusato di falso e abuso d’ufficio (e non di corruzione), avrebbe tenuto nascosti alcuni atti anticipando le gare di appalto, impedendo di fatto ad alcune ditte di prendervi parte.

Il prefetto, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto in modo che alcuni bandi non superassero la soglia dei 5 milioni di euro, limite che secondo la normativa europea consente di affidare i lavori a più di una impresa. L’indagine, su abuso d’ufficio e falso, è partita dall’analisi di una serie di documenti affidati ai pm romani da Alfonso Sabella, già magistrato antimafia a Palermo e funzionario al ministero della Giustizia. Sabella contestò il piano carceri presentato alla Camera da Sinesio, il 21 novembre scorso denunciando sprechi e anomalie.

L’indagine per il reato di corruzione è scaturita da un esposto-denuncia dell’attuale ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

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Perquisizione della Guardia di Finanza al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria