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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2014  -  stampato il 11/12/2016


Interrogati dal magistrato i 2 agenti che facevano sesso in carcere con i detenuti

nno fornito le rispettive versioni dei fatti rispondendo a tutte le domande del gip Claudio Maggioni i due pubblici ufficiali arrestati dai carabinieri per aver fatto sesso in carcere con una mezza dozzina di detenuti, alcuni dei quali costretti. I due agenti di custodia, A.L., originario di Rosolini, sposato e in servizio al carcere di Noto, e F.C., modicano, separato in servizio al carcere di Modica, entrambi 45enni, restano a i domiciliari in attesa del pronunciamento del magistrato, che, dopo gli interrogatori di garanzia, sta vagliando la richiesta di remissione in libertà avanzata dai difensori. Stando alle indagini dei militari, i due facevano da un paio d’anni a questa parte sesso in cella con tanto di ricatti ai detenuti, spartiti e scelti tra quelli virilmente più dotati, in particolare stranieri. Tutto questo si sarebbe verificato nel carcere di piano del Gesù a Modica Alta, dove per mesi i due arrestati avrebbero abusato dei detenuti, minacciando di «incastrarli» con la droga nascosta nelle celle e negli indumenti se non avessero soddisfatto i loro appetiti.

Le manette dei carabinieri ai due assistenti capo di Polizia Penitenziaria sono scattate dopo mesi di indagini cominciate nel maggio 2012, per i reati di concussione e violenza sessuale continuata e aggravata, nonché detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’hashish sarebbe difatti stato ceduto ai carcerati che assecondavano le richieste dei due agenti di custodia, a mo’ di regali assieme a sigarette e cibarie varie.

corrierediragusa