www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2014  -  stampato il 08/12/2016


Parma, 160 agenti in meno e 220 detenuti in più: “Sicurezza minima è una chimera”

“In questi ultimi tempi presso gli Istituti Penitenziari di Parma si stanno registrando condizioni di lavoro mai viste prima, nella storia dell’istituto.”

E’ la denuncia dei sindacati di categoria di Parma attraverso una lunga lettera.

“A fronte di una pianta organica pari a 479 unità ne risultano assegnate 405 di cui in servizio effettivo soltanto 319 poiché 86 unità sono distaccate per motivi diversi e sparse per varie sedi regionali, extraregionali e ‘romane’.

Da quanto sopra e da ciò che si andrà adesso ad illustrare, emerge un grave disinteresse degli Uffici Superiori, che a poco più di un anno dalla cruenta evasione che ha reso il Carcere di Parma famoso in tutta Italia, non hanno fatto nulla per porre rimedio al passato e per scongiurate eventi simili per il futuro. Per quanto concerne l’organico, il numero delle unità continua a diminuire, sempre a causa dei distacchi presso altre sedi o di pensionamenti; ed in occasione delle imminenti assegnazioni del nuovo corso agenti, le intenzioni del Dipartimento, pare, constano un implemento di sole 5 unità a fronte della carenza di ben 160.

Per quanto concerne i detenuti, invece si assiste quotidianamente al trasferimento in questa sede di soggetti di elevato spessore criminale, già a capo di organizzazioni mafiose o camorristiche, ovvero di un elevato impatto mediatico come nel caso di un noto ex parlamentare. Tali assegnazioni gravano ancora di più sul lavoro del personale, ormai costretto a turni estenuanti al fine di assicurare livelli minimi di sicurezza che ormai sono solo una chimera.

I sistemi di videosorveglianza e sorveglianza in genere, che dopo l’evasione avrebbero dovuto essere ristrutturati in toto, continuano a vacillare ed il personale è costretto a compensare con turni di lavoro massacranti.

Oggi a Parma sono costretti 570 detenuti, per una capienza regolamentare che conterrebbe 350 posti. In pratica un sovraffollamento pari al doppio della capienza prevista.

Ciò comporta che la stessa organizzazione del lavoro comincia a non essere più sufficiente per rispondere alle deficienze, soprattutto in termini di piantonamenti, ove si è arrivati anche a turni di otto ore (espressamente vietati).

Per quanto sopra si chiede ai competenti Uffici dell’Amministrazione Penitenziaria di ricordarsi dell’esistenza degli II.PP di Parma provvedendo all’assegnazione di unità di Polizia Penitenziaria nonchè di valutare la possibilità di trasferire un congruo numero di detenuti proprio per rendere più idonee le condizioni di lavoro, ma anche di civiltà all’interno dei reparti.

ilmartinodiparma