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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/06/2014  -  stampato il 09/12/2016


Salerno, risse tra clan rivali all'interno del carcere

Nelle carceri della Campania la situazione è più che allarmante. Una rissa al giorno tra detenuti appartenenti a clan camorristici rivali e ieri è stata la volta di Salerno dove in una spedizione punitiva effettuata all’ora d’aria ben cinque reclusi napoletani si sono scagliati contro un altro detenuto di un clan camorristico di Salerno e pestandolo come in un set di un film. Solo l’operato degli agenti di custodia, che come tutti coloro che separano chi fa a botte spesso corrono il rischio di prenderle a loro volta, ha evitato il peggio. Dice adesso Donato Capece, segretario del sindacato della Polizia Penitenziaria Sappe: ”La situazione resta allarmante, nonostante l’ingiustificato ottimismo di una amministrazione penitenziaria evidentemente distante dalla realtà. In pochi giorni sono accaduti episodi violenti gravissimi”. Sotto accusa le recenti misure di deflazione carceraria tra cui quelal di mettere alcune carceri in regime di vigilanza attenuata: “A Benevento c’è stata una violenta rissa tra detenuti napoletani e casertani appartenenti al clan dei Casalesi: a Salerno addirittura una spedizione punitiva di un gruppo di ristretti napoletani contro un detenuto salernitano nella sezione a regime aperto, quella caratterizzata dal sistema della vigilanza dinamica che contestiamo da tempo per la sua attuale strutturazione.” Certo difficile fare in modo che i camorristi si gestiscano da soli. E ci sono tanti camorristi di manovalanza anche in regime non di 41 bis. “Il Sappe – sottolinea Capece – esprime vicinanza e solidarietà ai poliziotti coinvolti loro malgrado in situazioni assai pericolose che sono comunque stati in grado di gestirle nel migliore dei modi. Altro che vigilanza dinamica e autogestione delle carceri che sembra essere l’unica risposta sterile dei vertici del Dap all’emergenza penitenziaria”

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