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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/06/2014  -  stampato il 07/12/2016


41-bis in carcere: nel mirino dell'Europa ora c' l'applicazione del carcere duro

"Nell'ultimo Rapporto pubblico il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa richiama pressantemente le autorità italiane sul 41 bis, in merito ad alcuni punti critici: attività troppo limitate, poche ore fuori dalla cella, visite e contatti telefonici dei parenti".

Lo ha sottolineato Mauro Palma, presidente del Consiglio europeo per la cooperazione nell'esecuzione penale, nel corso di un'audizione alla commissione Diritti umani del Senato sul regime di detenzione in 41-bis. Di fronte alla commissione presieduta dal senatore Luigi Manconi, Palma ha spiegato che non è in discussione l'istituto in sé del 41bis, ma dei singoli punti della sua applicazione.

"È necessario proporre - ha spiegato Palma - un più ampio spettro di attività per i detenuti; bisogna far sì che le persone spendano almeno 4 ore fuori dalla cella e non 2 come stabilito ora; bisogna prevedere per le visite dei parenti, attualmente fissate nella misura di una al mese della durata di un'ora, la possibilità di cumularle perché nel caso in cui un mese salti si possa prevedere una visita più lunga il mese successivo; ed è necessario consentire che il familiare che in via eccezionale deve avere un contatto telefonico col detenuto in 41bis, possa farlo in maniera più agevole, sebbene con la comunicazione sotto controllo con i sistemi oggi a disposizione, mentre ora è obbligatorio telefonare presso una caserma o un posto di polizia. Questo per evitare che arrivino di fronte alla Corte dei diritto dell'Uomo di Strasburgo ricorsi in cui si lamenta un trattamento aggiuntivo non giustificato, rispetto al 41 bis".

ANSA