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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 30/06/2014  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotto trovato morto a Viterbo: quasi certa l'overdose da eroina

Aveva festeggiato il suo 37esimo compleanno mercoledì, senza sapere che sarebbe stato l’ultimo.

Il cuore di Fausto Fortuna si è fermato la notte scorsa, insieme a quello del cugino Adriano. L’ultima passeggiata nella loro Barbarano e poi la morte, con un’iniezione letale di eroina (fotocronaca - slide - video).

Il referto medico parla di sospetta overdose. In paese nessuno immaginava che i due cugini facessero uso di stupefacenti. Ma la scena che si è spalancata ieri mattina a investigatori e sanitari non lascerebbe spazio a dubbi.

I Fortuna, entrambi a torso nudo, erano riversi sul pavimento, uno accanto all’altro, nella cucina di casa di Adriano. I carabinieri hanno trovato due siringhe usate ancora sporche di eroina, una su un mobile, l’altra in terra, vicino ai cadaveri. Le macchie ipostatiche, simili a ematomi su tutto il corpo, indicavano che i due cugini erano morti già da parecchie ore. Il medico del 118 di Vetralla ha potuto solo constatarne il decesso.

Adriano, 42 anni, era agente di Polizia Penitenziaria al carcere Mammagialla di Viterbo. Fausto faceva l’idraulico. Entrambi sposati, lasciano la moglie e due bambine piccole. E un vuoto difficile da riempire.

Venerdì pomeriggio, Adriano aveva accompagnato la moglie a Roma, alla stazione Termini. Era partita per una breve vacanza con la figlia nella sua città, in Romania. Dovevano fermarsi dieci giorni, ma dopo la terribile notizia sarebbero già sulla strada del ritorno.

Una volta a Barbarano, Adriano esce col cugino. Un venerdì sera passato al bar a due passi da casa a chiacchierare con gli amici e ascoltare un gruppo che suonava. Ma già prima di tornare verso casa di Adriano, almeno uno dei due cugini ha un malore e rigetta in macchina e nel parcheggio. Alle 8,30 del mattino, il padre di Adriano, Romeo Fortuna, li trova già senza vita, dopo numerosi tentativi a vuoto di contattare il figlio.

Il vicolo nel cuore del centro storico si anima subito tra parenti, vicini di casa, sanitari. E poi i carabinieri della stazione locale, del nucleo operativo radiomobile di Ronciglione, coordinato dal luogotenente Angelo Fazzi, insieme agli uomini del nucleo investigativo, reparto operativo di Viterbo.

Il dirigente del dipartimento di Medicina legale dell’ospedale Belcolle, Mario Gobattoni, ha eseguito una prima analisi delle salme. Ma l’autopsia, disposta dal pm Fabrizio Tucci, sarà decisiva, insieme alle analisi dello stupefacente: posto che a causare la morte sia stata l’eroina, tanti dubbi restano ancora da sciogliere.

Adriano e Fausto avevano due fisici statuari e possenti. Come ha potuto quella partita di droga ucciderli insieme, in modo così fulminante? Le ipotesi sarebbero le più varie. Lo stupefacente poteva essere puro. Quindi ricco di principio attivo. Quindi ancora più devastante per l’organismo. Ma nulla esclude che si tratti di droga tagliata male. O iniettata per la prima volta, dopo un lungo periodo lontano dagli stupefacenti. E poi, dove l’avevano presa quell’eroina killer?

L’incarico al medico legale non sarebbe stato ancora affidato. L’autopsia slitterà probabilmente a domani.

Intanto, i carabinieri hanno ascoltato per tutto il pomeriggio di ieri parenti, conoscenti e persone che li avevano visti venerdì sera. Si scava tra la cerchia delle amicizie, per cercare di sapere qualcosa in più sulla vita di quei due cugini, apparentemente sereni e tranquilli.

I residui di eroina trovati a casa sono stati sequestrati. A giorni, saranno analizzati in laboratorio.

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