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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/07/2014  -  stampato il 09/12/2016


Riunione del Sappe nel carcere di Orvieto: "L'emergenza non superata"

Alla luce anche degli episodi avvenuti ad Orvieto giovedì scorso, resta alta l'attenzione sulle carceri in Italia. Il Sappe, il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, ha tenuto nel pomeriggio di lunedì 30 giugno una riunione con gli agenti di servizio. “In poche ore - anticipa il segretario generale Donato Capece - in due carceri italiane, si sono tolti la vita due detenuti. Uno a Firenze Sollicciano: aveva 33 anni, era del Marocco, in attesa di giudizio ed è morto inalando il gas butano dalle bombolette che l’Amministrazione Penitenziaria continua a far tenere in cella ai detenuti nonostante siano assicurati a tutti loro ogni giorno la colazione, il pranzo e la cena. L’altro detenuto si è ammazzato impiccandosi in cella a Cagliari, dove era rientrato a seguito dell’evasione dagli arresti domiciliari: sarebbe uscito tra meno di un anno, a febbraio 2015. A Santa Maria Capua Vetere, in ospedale, è infine deceduto un detenuto di 70 anni, ricoverato per le gravi condizioni di salute. Un dramma continuo, nonostante le affrettate rassicurazioni di chi va in giro a dire che i problemi delle carceri sono (quasi) risolti e non c’è più un’emergenza”.

Capece, a conferma che la situazione resta grave nelle carceri italiane, cita gli episodi accaduti nell’ultima settimana: “Una detenuta bulgara arrestata per furto si è uccisa a Teramo, nel carcere di Castrogno; un altro suicidio sventato a Taranto; l’aggressione a un poliziotto penitenziario a Sassari Bancali; una maxi rissa tra detenuti, con 5 feriti, sempre a Teramo; una rissa tra detenuti napoletani e casertani a Benevento e la spedizione punitiva contro un ristretto a Salerno; un altro agente di Polizia Penitenziaria aggredito a Trieste, un detenuto evaso dall’Ospedale di Napoli dove era ricoverato, droga e telefoni cellulari trovati a Genova Marassi. E’ finita l’emergenza nelle carceri, allora? Ha risolto tutti i problemi la vigilanza dinamica delle carceri voluta dai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria?”
Il SAPPE contesta in particolare questa scelta del DAP: “In pratica, si vuole cercare di tenere tutta la giornata aperti i detenuti per farli rientrare nelle loro stanze solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione. Il SAPPE si batte da tempo contro questo improvvido provvedimento che si ritiene assolutamente destabilizzante per le carceri italiane. E’ infatti nostra opinione che, lasciando le sezioni detentive all’autogestione dei detenuti, si potrebbero ricostituire quei rapporti di gerarchia tra detenuti per cui i più potenti e forti potrebbero spadroneggiare sui più deboli. In secondo luogo, sempre a nostro avviso, si sta ignorando l’articolo 387 del codice penale per il quale potrebbe essere comunque l’agente, anche se esiliato davanti a un monitor, a rispondere penalmente di qualsiasi cosa accada nelle sezioni detentive. Ancora più grave potrebbe essere l’accentuarsi in maniera drammatica di episodi di violenza all’interno delle stanze ove i detenuti non sono controllabili".

Per questo, conclude Capece, “lanciamo un appello al Ministro della Giustizia Orlando perché si fermi questo insensato progetto che, se applicato in maniera indiscriminata, potrebbe portare ad una situazione di estrema emergenza per l’ordine pubblico sia all’interno che all’esterno delle carceri".

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