www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/07/2014  -  stampato il 08/12/2016


Protesta clamorosa dei Poliziotti se Renzi continuerą con scelte antidemocratiche

Si profila una clamorosa protesta in relazione al provvedimento di riforma della pubblica Amministrazione del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e del ministro della Semplificazione Maria Anna Madia nella parte in cui rivede l’agibilità sindacale.

Lo spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri: “Questo è un provvedimento che calpesta le prerogative delle Organizzazioni sindacali, preso senza alcuna informativa preventiva, calato dall’alto come nei peggiori governi che di democratico hanno ben poco, che fa a pezzi la Costituzione. I sindacati come quello che rappresento – autonomo, apolitico, apartitico, da oltre 15 anni il più grande come numero di iscritti della Polizia Penitenziaria – si vede tagliare le gambe rispetto al diritto-dovere di tutela degli aderenti. Per questo mercoledì mattina terremo una riunione straordinaria della Segreteria Generale del SAPPE a Roma, per valutare se non sia il caso di dimetterci tutti contro quest’atto arbitrario e di una violenza inaudita, messo in atto per altro da un Governo che non ha alcuna legittimazione elettorale!”.

Capece, che inviata il premier Renzi e il ministro Madia a rispettare anche la specificità del Comparto Sicurezza rispetto al pubblico impiego e a incontrare quindi il SAPPE, a conferma che la situazione resta grave nelle carceri italiane, cita gli episodi accaduti nell’ultima settimana: “Una detenuta bulgara arrestata per furto si è uccisa a Teramo, nel carcere di Castrogno; un altro suicidio sventato a Taranto; l’aggressione a un poliziotto penitenziario a Sassari Bancali; una maxi rissa tra detenuti, con 5 feriti, sempre a Teramo; una rissa tra detenuti napoletani e casertani a Benevento e la spedizione punitiva contro un ristretto a Salerno; un altro agente di Polizia penitenziaria aggredito a Trieste, un detenuto evaso dall’Ospedale di Napoli dove era ricoverato, droga e telefoni cellulari trovati a Genova Marassi.

Tutti questi eventi critici pongono al centro l’esecuzione della pena e l’operatività della Polizia Penitenziaria i cui appartenenti, se passerà definitivamente la riforma così come è stata concepita, non avranno nessuno a tutela della delicata e difficile professione che quotidianamente svolgono”.