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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/07/2014  -  stampato il 04/12/2016


Reggio Calabria: a rischio il trasporto dei detenuti in tribunale

Carenza di personale, la benzina che scarseggia nei serbatoi di mezzi ormai da rottamare e poi, come se non bastasse c’è pure il blocco contrattuale. Questa volta a manifestare sono gli agenti della Polizia Penitenziaria che, ieri mattina tramite il sindacato Sappe, hanno bussato alle porte del prefetto. A sventolare le bandiere del sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria c'era anche il segretario provinciale, l'ispettore Michele Malorni. «Domani (oggi per chi legge, ndr) non sappiamo se riusciremo a garantire la traduzione dei detenuti ai tribunali competenti – ha specificato Malorni – Abbiamo solo sette mezzi funzionanti sugli 11 a disposizione». Ma, a detta del Sappe, le emergenze alla Casa Circondariale e all'Ospedale psichiatrico giudiziario sono altre. «Difficile lavorare in queste condizioni – continua l'Ispettore Malorni – Mancano trenta agenti, 11 ispettori e tre commissari. Stiamo subendo il blocco contrattuale del 2008».

A queste criticità, che si trascinano da anni, va aggiunta una novità che, secondo gli agenti, farebbe tornare indietro di 30 anni la loro professione. All'interno della Casa Circondariale di via Settembrini c'è infatti la caserma per la Polizia Penitenziaria, una struttura dove gli agenti sostano tra un turno e l'altro garantendo così la reperibilità; a breve le camere della caserma saranno a pagamento. Circa 44 euro per riposare in una stanza singola. «Inaccettabile – prosegue Malorni – non si possono attuare canoni ad alloggi sempre stati gratuiti». Ma le denunce, presentate al prefetto De Miro, non si fermano qui: «Chiediamo che il reparto femminile venga chiuso. Si tratta di un vero e proprio spreco di spazi durante un periodo di sovraffollamento. La sezione femminile è composta da 18 camere, quindi 36 posti, ma le donne detenute sono in tutto quattro. Chiudendo il reparto e spostando le detenute in altre strutture più idonee si possono utilizzare meglio gli spazi per soggetti in regime di custodia attenuata».

A dar man forte alla protesta anche Giovan Battista Durante segretario genarale aggiunto Sappe, direttamente da Roma. «La politica ha dimenticato la sicurezza degli agenti, pensando solo a quella dei detenuti, qui a Reggio è evidente – ha accusato Durante – Il carcere ha bisogno di risorse economiche, ci piove dentro, e c'è bisogno di ristrutturare la sezione».

Tra le richieste avanzate dai circa 200 agenti di Polizia Penitenziaria reggiana al Prefetto De Miro anche l'installazione del sistema di videosorveglianza, della sala regia e l'aumento dell'indennità per il trattamento di missione. Non mancano le preoccupazione per quanto riguarda il futuro dell' Opg. «Noi siamo per misure alternative – ha specificato Durante – La materia non è ancora chiara ma non possiamo accettare che vengano messi in libertà individui pericolosi che hanno commesso omicidi e violenze». «Il colloquio con il Prefetto è stato positivo - fanno sapere dal sindacato Sappe – Siamo soddisfatti e speriamo di ottenere qualche risultato concreto altrimenti sarà sempre più difficile svolgere il nostro lavoro».

Più facile è invece rimanere a piedi, visto che per il 2014 lo stanziamento previsto per il gasolio destinato a tutti i mezzi della Polizia Penitenziaria era pari a 6 mila euro.

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