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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2014  -  stampato il 06/12/2016


Vigilanza dinamica anche a detenuto che aggredisce Agenti in ogni carcere

Regime aperto? Vigilanza dinamica? Tutto va bene per alleviare le condizioni di detenuti che a Modena, come in tante altre carceri del paese, sono costretti all’ozio nelle celle per 22 ore al giorno.

Ma deve esserci un sistema per proteggersi dai violenti che attaccano briga con i Poliziotti penitenziari e che spesso e volentieri, come nel caso del detenuto magrebino denunciato dal Sappe, finiscono per scatenare risse nei cortili degli istituti. E’ questo per l’appunto il caso del detenuto proveniente da Piacenza, dove si era reso responsabile di una rissa, che ha tentato di aggredire anche un ispettore della Polizia Penitenziaria, verso il quale ha rivolto sputi e insulti, nel carcere modenese Sant’Anna.

“Lo stesso soggetto – dichiarano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Campobasso, segretario regionale – in precedenza, sempre a Modena, aveva minacciato un sovrintendente e il comandante. Si tratta di un detenuto magrebino, ristretto nel regime aperto, a vigilanza dinamica. Il reparto detentivo interessato non ha adeguati sistemi di video sorveglianza, necessari per garantire l’incolumità del personale e degli altri detenuti”. Insomma un violento che in qualsiasi struttura venga trasferito combina guai. Ed è con casi del genere che le misure di deflazione studiate dal governo denotano tutti i propri limiti.

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