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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/07/2014  -  stampato il 09/12/2016


Ex Capo Dap Giovanni Tinebra sottoposto a provvedimento disciplinare del CSM

Il procuratore generale di Catania, Giovanni Tinebra, sara’ sottoposto a un procedimento disciplinare con l’accusa di avere “in violazione dei doveri generali di correttezza e di riserbo” fatto un “uso strumentale” della propria qualita’ di pg della citta’ etnea “per conseguire un ingiusto vantaggio e per condizionare il libero esercizio delle funzioni costituzionalmente previste” del Csm sul conferimento degli incarichi direttivi. In particolare, si legge nell’atto di incolpazione nei confronti di Tinebra, firmato dalla Procura generale della Cassazione, il magistrato aveva sollecitato Massimo Ponzellini, all’epoca presidente della Banca Popolare di Milano, affinche’ venisse contatto il laico del Csm, Ettore Albertoni, “al fine di indurlo ad esprimere il voto favorevole” alla nomina di Tinebra a capo della Procura di Catania, incarico poi andato a Giovanni Salvi.

csmSecondo il pg di Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, Tinebra (che in passato e’ stato anche capo dei Dap) “avvalendosi dell’autorita’ derivante dal proprio ruolo istituzionale, in numerose occasioni sollecitava, in conversazioni telefoniche, tra ottobre e novembre del 2011, Massimo Ponzellini, all’epoca presidente della Banca Popolare di Milano, successivamente sottoposto a indagini preliminari e poi a misura cautelare personale per gravi reati dall’autorita’ giudiziaria di Milano, e Antonio Cannalire, uomo di fiducia di Ponzellini, anch’egli poi indagato – si legge nel capo di incolpazione – affinche’ si attivassero presso persone di fiducia per contattare un componente del Consiglio Superiore della Magistratura, il membro laico professor Ettore Adalberto Albertoni, al fine di indurlo a esprimere il voto favorevole alla nomina di Tinebra in sede di copertura dell’ufficio direttivo di procuratore della Repubblica del Tribunale di Catania”.

Di questi fatti, ricorda il pg di Cassazione, Tinebra aveva parlato “minimizzando” la sua condotta, anche in un’intervista a ‘Report’, rilasciata nel novembre 2012. La Procura Generale della Cassazione rileva che, con la sua “condotta gravemente lesiva dell’immagine del magistrato e al contempo dell’organo di rilevanza costituzionale”, Tinebra “mirava a conseguire l’ingiusto vantaggio della sottrazione della propria persona alla valutazione imparziale del Csm circa il candidato piu’ idoneo a ricoprire l’ufficio direttivo, alternando a proprio vantaggio, se seguito di pressioni di ambienti politico-finanziari del tutto estranei all’ordine giudiziario la scelta dell’organo di autogoverno, in tale modo tentando di ottenere la nomina a procuratore della Repubblica di Catania. Il processo disciplinare per Tinebra, e’ fissato per il 17 luglio prossimo.

“Sono convinto che il dott. Giovanni Tinebra non abbia commesso alcun illecito disciplinare e sono fiducioso che in questo senso si pronuncera’ il Consiglio superiore della magistratura”. Lo afferma il Pm Antonio Patrono che difende il Pg di Catania.

Il procuratore generale di Catania Giovanni Tinebra, ha guidato a lungo la procura di Caltanissetta, da dove ha gestito le indagini sugli omicidi di Ciaccio Montalto, Antonino Saetta e Rosario Livatino e sulle stragi di Capaci e via D’ Amelio. E che in seguito e’ stato anche a capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

ANSA