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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/07/2014  -  stampato il 10/12/2016


Poliziotto penitenziario muore in incidente stradale in bici: arrestato l'omicida

Stava tornando a casa dopo aver fatto un giro sulla sua bici da corsa. Erano le 16,25 e Renzo Lanci, 47 anni, agente di Polizia Penitenziaria di Teramo con l’hobby della moto e della bicicletta, stava affrontando una semicurva a Floriano di Campli. Un’auto, una Stilo grigia, è arrivata sulla sua stessa corsia e l’ha preso in pieno, facendogli fare un volo di quasi dieci metri. Il ciclista è atterrato pesantemente sull’asfalto, senza possibilità di ripararsi.Il guidatore dell’auto ha accelerato, dandosi alla fuga, senza nemmeno fermarsi un attivo per accertarsi delle sue condizioni.

Renzo Lanci è rimasto seminconsciente a terra, con gravissimi traumi su tutto il corpo. Traumi che dopo quasi due ore determineranno la sua morte. Ad accorrere gli abitanti delle case a ridosso della strada. Uno di loro è anche salito sulla sua Panda e ha tentato un inseguimento dell’auto pirata, che però aveva già fatto perdere le sue tracce. «Io ero seduto fuori casa», racconta un testimone, «e ho sentito un botto. Mi sono sporto a vedere che cosa era successo e dalla mia visuale non ho potuto vedere il ciclista, ma ho visto una Stilo grigia che fuggiva».

Sul posto passava casualmente un’ambulanza, che alla vista dell’uomo a terra si è fermata. I soccorritori hanno subito capito che la situazione era molto grave: hanno tentato di stabilizzarlo e di prestargli le prime cure. Poi dall’ospedale di Sant’Omero è arrivata una seconda ambulanza, che l’ha portato al pronto soccorso dell’ospedale di Teramo. Qui ha trovato ad aspettarlo un rianimatore, che per un’ora ha tentato di tutto per salvare la vita al 47enne originario di Cortino, che viveva con la madre. Ma poco prima delle 19, anche a causa di un’emorragia interna, è stata dichiarata la morte di Lanci. Sul posto dell’incidente, intanto, sono arrivati i carabinieri della stazione di Campli, diretti dal maresciallo Marino Capponi. Sono stati sentiti i testimoni e avviate le indagini per riuscire a capire chi fosse l’investitore ma anche chi fosse l’investito, che non portava con sè i documenti. In entrambi i casi i due nomi si sono saputi poco dopo.

In particolare l’investitore si è costituito alla caserma dei carabinieri di Bellante: è P.D.F., operaio di 24 anni di Sant’Omero. Si è presentato accompagnato dai familiari e ha ammesso le proprie responsabilità. Sottoposto all’alcoltest, è risultato positivo nonostante fossero trascorse più di due ore dall’incidente. I carabinieri hanno sequestrato la Stilo (oltre alla bici Cannondale) e hanno denunciato il giovane per omissione di soccorso, omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza alcolica.

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