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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/07/2014  -  stampato il 03/12/2016


Scarcerato uno dei due Poliziotti accusati di abusi sessuali su detenuti nel carcere di Modica

Anullata dal tribunale del riesame di Catania l´ordinanza di custodia cautelare che aveva colpito uno dei due agenti di Polizia Penitenziaria, all´epoca dei fatti contestati in servizio nel carcere di Modica Alta. F.C., 45 anni, di Modica, è quindi tornato libero. Entrambi i poliziotti penitenziari erano stati arrestati all’alba del 18 giugno scorso dai carabinieri e poi ammesse ai domiciliari. I giudici etnei hanno ora annullato l’ordinanza di custodia cautelare per il modicano, rimettendolo in libertà dopo aver ritenute valide le motivazioni a difesa presentate dagli avvocati Ignazio Galfo e Iwan Pediglieri. Resta invece ai domiciliari A.L., pure lui di 45 anni, originario di Rosolini e difeso dall’avvocato Nino Savarino.

DIVERSA LA POSIZIONE DEI DUE INDAGATI
Entrambi i due pubblici ufficiali sono accusati di violenza sessuale aggravata ai danni dei detenuti e spaccio di sostanze stupefacenti durante le ore di lavoro. La posizione dei due indagati era però diversa: il modicano tornato libero è accusato da un solo detenuto, mentre l´altro che resta ai domiciliari da tre. Il suo difensore punta molto sull´incidente probatorio in programma, con l´intento di smontare le accuse nell´ambito del cosiddetto "confronto all´americana".

COME NACQUE L´INDAGINE
L’indagine, condotta tra maggio 2012 e marzo 2014 dai militari, era partita dopo che un detenuto extracomunitario, trasferito dalla casa circondariale di Modica a quella di Ragusa, si era confidato proprio con un agente del carcere del comune capoluogo, il quale aveva a sua volta informato i superiori. Secondo quanto sarebbe emerso nel corso dell´inchiesta, i due agenti di custodia pare pretendessero prestazioni sessuali da diversi detenuti del carcere di Modica, con la minaccia di fare trovare della droga tra gli effetti personali di chi si fosse rifiutato, «incastrandolo» per far loro comminare pene severe.

LE ACCUSE CONTESTATE
Inoltre, i due poliziotti avrebbero introdotto all’interno dell’istituto di pena dosi di hashish che avrebbero ceduto gratuitamente ai detenuti consenzienti, insieme ad altri beni che non avrebbero altrimenti potuto ottenere facilmente, come cibo di lusso, sigarette e altre regalie varie. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia i deu poliziotti avevano chiarito la loro posizione, rispondendo a tutte le domande del magistrato che li aveva tuttavia lasciati ai domiciliari. Ora uno di loro ha riacquistato la libertà.

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