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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/07/2014  -  stampato il 03/12/2016


Amnistia e indulto 2014, decreto detenuti: da oggi 21 luglio esame alla Camera

Arriva oggi 21 luglio a Montecitorio l’atto n. 2469 recante “Conversione in legge del decreto legge 26 giugno 2014 n. 92, recante disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché di modifiche al codice di procedura penale e alle disposizioni di attuazione, all’ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria e all’ordinamento penitenziario, anche minorile”.

Il provvedimento come ben sappiamo è stato adottato dal Governo Renzi conseguentemente alla condanna ricevuta dall’Italia da parte della Corte Europea per i Diritti Umani per il trattamento disumano dei nostri detenuti all’interno delle carceri. La condanna della Corte ormai da più di un anno ha originato diverse chiare prese di posizione, soprattutto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha esercitato con insistenza la propria moral suasion in questo ambito.

La conversione del decreto dovrà avvenire al massimo in 60 giorni, determinando la fine del procedimento legislativo entro agosto. La scorsa settimana la commissione Giustizia della Camera ha esaminato il testo, modificandolo nella parte in cui esclude alcuni reati dal divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena inferiore ai 3 anni. L’emendamento del relatore David Ermini (Pd) prevede che restino in carcere gli autori di delitti ad elevata pericolosità sociale, come i reati di mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti aggravati in famiglia. Si potrà inoltre ricorrere alla custodia cautelare in carcere anche nel caso in cui non siano possibili gli arresti domiciliari per mancanza di un luogo idoneo. “Sono alcune utili correzioni – ha spiegato il deputato Pd – alla luce dei suggerimenti rivolti al legislatore nel corso delle audizioni. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di migliorare un testo in sintonia con quanto emerge nel confronto con gli operatori della giustizia”.
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