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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 31/07/2014  -  stampato il 07/12/2016


Poliziotto contagiato da TBC: il Sappe smentisce ASL di Teramo con dati alla mano

Sembra quasi un giallo in cerca di soluzione la vicenda segnalata dal Sappe di un agente di Polizia Penitenziaria infettato dalla tubercolosi dopo un contatto con un detenuto affetto proprio da Tbc. Un giallo che si consuma tra accuse, smentite e contro smentite, con le polemiche innescate da un comunicato ufficiale della Asl di Teramo che martedì pomeriggio aveva smentito categoricamente la notizia diffusa dallo stesso sindacato.

"La notizia apparsa relativa al presunto caso di contagio di Tbc presso l'istituto penitenziario di Teramo - scriveva infatti la Asl in una stringata comunicazione - non risulta confermata dai servizi aziendali preposti al controllo degli operatori penitenziari, sanitari e popolazione detenuta sottoposta a screening. La Direzione dell'istituto penitenziario intraprenderà ogni possibile iniziativa al fine di scongiurare la diffusione di ingiustificati allarmismi".

Una nota a fronte della quale la risposta del Sappe non si è fatta attendere, con il segretario nazionale Donato Capece che nel confermare la positività di un agente alla tubercolosi ha chiesto un intervento della Regione Abruzzo sui vertici della Asl. "Trovo imbarazzante la posizione della Asl di Teramo, che conferma come spesso la mano destra non sappia quel che fa la sinistra - ha commentato Capece - Con un certificato medico ufficiale la Asl accerta infatti la positività di un poliziotto del carcere al contagio della Tbc. I vertici dell'azienda, invece e chissà poi perché, pretendono di smentire un loro medico e addirittura si arrogano il diritto di parlare a nome della Direzione del penitenziario teramano. Ma chi comanda in carcere? Il direttore, il comandante di reparto di Polizia Penitenziaria o addirittura la Asl?".

Una situazione assurda e per certi versi paradossale, secondo il segretario del Sappe, che chiede "perché nascondere la verità?". D'altro canto per il Sappe, che puna il dito contro la scarsa sicurezza nella quale gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria si trovano quotidianamente a lavorare, favorita dall'assenza di misure adeguate e dalla carenza di organico, non sarebbe certo un segeto come la prevalenza della tubercolosi sia pià alta nella popolazione carceraria. Una realtà confermata secondo il Sappe da recenti studi e ricerche.

Il Tempo