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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/08/2014  -  stampato il 07/12/2016


Quereleremo Ilaria Cucchi: il Sappe interviene sulla vicenda che getta nuovo fango sulla Polizia Penitenziaria

Non sembra aver fine la “caccia alle streghe” inscenata dalla signora  Ilaria Cucchi contro la Polizia Penitenziaria. Ancora una volta, ieri, la signora Cucchi ha riempito giornali e siti web di fango contro la Polizia Penitenziaria. Come al solito, certa stampa partigiana e connivente, ha dato ampio spazio alle illazioni della signora Cucchi - come sempre pretestuose e strumentali – senza tenere in nessun conto le smentite e le precisazioni pur arrivate (anche se in maniera ufficiosa e sommessa) da parte dell’Amministrazione Penitenziaria.

Ovviamente, l’uomo che morde il cane fa molto più notizia del cane che morde l’uomo! Con buona pace della deontologia professionale, come ha dimostrato anche la vicenda del presunto sciopero dei detenuti ad Alta sicurezza del carcere di Larino contro la scomunica del Papa ai mafiosi. Episodio mai avvenuto, ma la smentita non ha avuto eguale visibilità mediatica della falsa notizia”.

Lo dichiara Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Purtroppo, però, come al solito a farne le spese è questo nostro Corpo che continua a non avere nessuno nelle Istituzioni che lo difende. Lo sa bene la signora Cucchi che non a caso “attacca” sempre la Polizia Penitenziaria evitando anche solo di pronunciare il nome di altri Corpi”, prosegue il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria. “Ma questa volta noi del SAPPE non rimarremo inerti.

Evidentemente alla signora Cucchi non è bastata la querela ricevuta da parte dei tre colleghi ingiustamente diffamati e calunniati nel processo per la morte del fratello. Ha pensato bene la signora Cucchi di reiterare calunnie e diffamazioni nei confronti di altri tre colleghi accusati di aver “pestato e malmenato” un uomo a Roma, in via Tiburtina nei pressi del cimitero Verano. Quei tre colleghi, invece, erano soltanto intervenuti in una operazione di ordine pubblico (chiamati da un autista dell’Atac) per sedare una rissa tra un uomo e due donne (tutti stranieri) e costretti per questo ad immobilizzare l’uomo. Tra l’altro, come potrà dimostrare la testimonianza dell’autista dell’atac, l’uomo già presentava vistose ferite al volto prima dell’intervento della Polizia Penitenziaria”.

“Nonostante ciò”, conclude Capece, “la signora Cucchi ha trasformato mediaticamente l’operazione dei colleghi nell’ennesimo caso di “caccia alle streghe” alla ricerca dei poliziotti violenti ed aguzzini. Ebbene, il SAPPE ha deciso di dire basta agli attacchi strumentali e pretestuosi della signora Cucchi. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria ha dato mandato ai propri legali per adire le vie legali nei confronti della signora Cucchi a difesa dell’onore e del decoro della Polizia Penitenziaria”.

SappeInforma

 

ILARIA CUCCHI

"Erano agenti della penitenziaria". Sarebbero stati visti mentre ammanettavano una persona, mercoledì sera, vicino al Verano. "Erano in 3, abbiamo chiamato il 118" . Picchiato da tre poliziotti. Un nuovo caso di abuso di potere da parte di agenti delle forze dell'ordine si sarebbe verificato nella Capitale mercoledì 30 luglio, poco prima delle 19 nei pressi del cimitero del Verano e dell'Università La Sapienza. Lo denuncia Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il giovane morto una settimana dopo l'arresto (avvenuto per possesso di droga il 15 ottobre 2009) a causa delle percosse subite mentre era in stato di detenzione.

"Ho sporto denuncia presso il commissariato di Porta Maggiore - spiega il giorno dopo Ilaria Cucchi appena uscita dagli uffici della polizia. Ora saranno ascoltati gli altri testimoni e il fascicolo sarà girato alla Procura". Alcuni avventori dei vicini bar potrebbero aver infatti assistito alla scena. "Guido era disperato, è stato lui a notare la scena in piazzale delle Crociate e ha urlato "guarda che gli fanno". Abbiamo accostato l'auto e lui è schizzato fuori. Quando si è avvicinato agli agenti gli ha gridato: "sono Magherini, sono di Firenze, mio figlio è stato ammazzato così, smettetela", ha aggiunto nel suo racconto Ilaria. L'episodio ricorda il pestaggio di Stefano Gugliotta, il ragazzo fermato dalla polizia dopo la finale di Coppa Italia Roma-Inter e picchiato da agenti di Polizia.

La nuova presunta vittima è un giovane picchiato in strada da agenti che lo avevano ammanettato. "Ho chiamato subito il 118 dopo avere visto il ragazzo accerchiato da tre agenti - racconta Ilaria Cucchi. Ho visto che lo colpivano con dei calci". La sorella del 31enne geometra morto nel reparto protetto dell'ospedale Sandro Pertini, è stata testimone diretta del pestaggio: ha visto tutto dall'auto in cui si trovava con Guido Magherini - padre di Riccardo, il 40enne morto dopo essere stato fermato dai carabinieri - e l'avvocato Fabio Anselmo. "Noi abbiamo visto che in tre picchiavano a ginocchiate e calci un ragazzo, lo tenevano per il collo, era immobilizzato - il racconto della Cucchi al commissariato - Non so se hanno proseguito dopo che è stato ammanettato, però lui era ferito, il viso sporco di sangue quando lo abbiamo raggiunto".

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