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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/08/2014  -  stampato il 21/09/2017


Donato Capece, Consulta Sicurezza: ci stiamo battendo per lo sblocco degli stipendi entro il 2014

"Possiamo e dobbiamo vincere la partita del tetto stipendiale entro la fine del 2014, perché poliziotti, penitenziari, forestali, vigili del fuoco e tutti gli operatori del comparto sicurezza stanno subendo un doppio danno inaccettabile: il combinato disposto di cinque anni di mancato rinnovo contrattuale e di quattro anni di blocco del tetto stipendiale, unico nel pubblico impiego, ha tolto dalle tasche delle donne e degli uomini in divisa fino a 300 euro lordi al mese". E' quanto afferma Donato Capece, presidente della Consulta Sicurezza, l'organismo che riunisce i sindacati autonomi Sap (Polizia di Stato), Sappe (Polizia Penitenziaria), Sapaf (Corpo Forestale) e Conapo (Vigili del Fuoco).

"Tutto questo è assurdo - spiega Capece - e al Governo chiediamo di smetterla con la manfrina delle promesse e delle smentite, dei passi avanti e delle marce indietro, perché così al danno si unisce pure la beffa. Appena dieci giorni fa è arrivata la presa di posizione del ministro Pinotti che ha assicurato l'impegno di tutto il Governo Renzi per anticipare lo sblocco del tetto stipendiale. Poi abbiamo registrato timide prese di posizione da parte di altri esponenti dell'Esecutivo, dal ministro Alfano al sottosegretario all'Interno Bocci. Nel contempo, però, autorevoli fonti fanno trapelare scetticismo sullo sblocco degli stipendi nei prossimi mesi".

"La Consulta Sicurezza - dice ancora il presidente - non intende farsi prendere in giro e soprattutto i nostri 43.000 iscritti non possono tollerare 'giochini' da parte di un Governo che, fino ad oggi, con coscienza e volontà sta ignorando una norma dello Stato, quella della specificità della professione, che sin dal 2010 avrebbe dovuto riconoscere adeguate tutele economiche, previdenziali e normative agli appartenenti alle forze di polizia, ai vigili del fuoco e alle forze armate. Vogliamo risposte concrete e le pretendiamo a stretto giro, altrimenti metteremo in campo forme di protesta forti ed eclatanti che andranno ad aggiungersi alle mobilitazioni già organizzate dai sindacati che compongono la Consulta Sicurezza. Noi non molliamo!"

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