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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/08/2014  -  stampato il 09/12/2016


Nel carcere di Rossano nulla da nascondere: politica piuttosto si preoccupi della mancanza del Provveditore della Calabria da tre anni

"Non abbiamo nulla da nascondere. Non abbiamo nulla da temere dall'ispezione ministeriale nel carcere di Rossano dopo le accuse della parlamentare Enza Bruno Bossio. Apprezzo la tempestività con cui si è attivato nel merito il ministro della Giustizia Orlando, collega di partito della deputata: una solerzia sorprendente, visto che le molte interrogazioni penitenziari sulle critiche condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari in varie sedi d'Italia restano da tempo senza risposta". Lo afferma in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria.

"Mi chiedo però perché - continua il sindacalista - la parlamentare non si è rivolta a un magistrato se era convinta di trovarsi di fronte a reati. E, ancora, vorrei domandarle cosa ha fatto fino ad oggi per dare una soluzione ai problemi penitenziari della Calabria caratterizzati principalmente dall'assenza di un Provveditore regionale in pianta stabile, figura istituzionale autorevole che deve rappresentare l'anello di congiunzione tra il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e le realtà locali e territoriali calabresi, visto che a noi non risulta fatto alcunchè ed è grave che da oltre 3 anni il ministero non abbia ritenuto di colmare questa importante assenza".

"Se fosse vero che si è tentato di impedire l'ingresso della parlamentare in carcere sarebbe un episodio gravissimo, visto che anche l'ultimo degli Agenti neoassunti sa che i parlamentari possono visitare le carceri senza alcuna autorizzazione preventiva. Un funzionario Comandante di Reparto non può non saperlo", rimarca Capece.

"Vorrei però che la deputata Bruno Bossio prendesse l'impegno di visitare con noi del primo sindacato degli Agenti le carceri, anche per vedere come lavorano i nostri colleghi. La Polizia Penitenziaria, a Rossano come in ogni altro carcere italiano, non ha nulla da nascondere. L'impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una 'casa di vetro', cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci 'chiaro', perché nulla abbiamo da nascondere".

Anzi, prosegue il segretario del Sappe, "questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale - ma ancora sconosciuto - lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Del carcere e dei Baschi Azzurri viene spesso diffusa un'immagine distorta, che trasmette all'opinione pubblica un'informazione parziale, non oggettiva e condizionata da pregiudizi.".

Adnkronos

Il Ministro Orlando avvia ispezione al carcere di Rossano dopo la denuncia Onorevole Enza Bruno Bossio