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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/08/2010  -  stampato il 03/12/2016


Pellielo, oro e carta olimpica

Gli atleti delle Fiamme Azzurre centrano il bersaglio, e non solo in senso metaforico. Dopo i podi iridati di Giulia Pintor e di Marco Panizza nella rassegna iridata della “fossa olimpica” celebrata recentemente al Tav Valle Aniene di Lunghezza, è la volta dei Mondiali delle specialità olimpiche a regalarci soddisfazioni. Per mano di chi, se non dell’inossidabile Giovanni Pellielo? Anche stavolta “Johnny” arriva puntuale all’appuntamento con la carta olimpica: e ci sarà anche a Londra 2012, la sesta partecipazione ai Giochi di una carriera inimitabile, un feeling a cinque cerchi iniziato addirittura a Barcellona 1992 e poi nobilitato da tre medaglie olimpiche. Nessuno è mai riuscito a tanto nel tiro a volo: e anche stavolta il campionissimo delle Fiamme Azzurre diventa alfiere di una disciplina che tanti allori ha portato allo sport italiano. Per dare una vaga idea della diffusione del “trap”, forse la specialità più praticata nel panorama del piattello internazionale, alla prova mondiale di Monaco di Baviera (2/3 agosto) hanno preso il via ben 158 tiratori: dei quali almeno una trentina in grado di conquistare medaglie di livello assoluto. Ecco allora che la continuità di Pellielo ai vertici della disciplina acquista connotati di leggenda, quasi un miracolo sportiva: tanto che, sulle pedane tedesche, il nostro campione è ancora una volta arrivato in finale. L’unico rammarico, se ce ne può essere in un’altra prestazione di eccezionale spessore tecnico, è che “Johnny” sia entrato in finale con il miglior punteggio dei sei eletti (123/125: praticamente la perfezione) e poi sia riuscito solo a sfiorare l’ennesimo podio individuale. Infatti il il suo 18/25 della serie conclusiva – un punteggio molto basso, determinato anche dai piattelli insolitamente “duri” – ha consentito la rimonta allo spagnolo Fernandez, al russo Alipov (proprio lui …) e al ceco Liptak, i quali hanno poi conquistato le medaglie nell’ordine di classifica. Anche i mediocri punteggi degli altri finalisti attestano delle condizioni tecniche decisamente inconsuete: fatto sta che Pellielo aveva già guidato la squadra italiana alla conquista dell’ennesimo titolo iridato collettivo e che – in ogni caso – la 4^ piazza ha portato l’atleta delle Fiamme Azzurre ad ottenere una delle cinque carte olimpiche in palio in questa occasione. La classifica individuale: 1.Alberto Fernandez ESP 143/150, 2.Aleksey Alipov RUS 142 (+2), 3.Jiri Liptak CZE 142 (+1), 4.GIOVANNI PELLIELO 141 (25/25/25/23/25/18), 5.Li Yajun CHN 140, 6.Jacob Turner USA 139. La classifica a squadre: 1.ITALIA (GIOVANNI PELLIELO/123-Erminio Frasca/119-Massimo Fabbrizzi/119) 361/375, 2.Cina 359, 3.San Marino 359, 4.Repubblica Ceca 358, 5.Kuwait 358, 6.Stati Uniti 357

Fonte: polizia-penitenziaria.it