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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/08/2014  -  stampato il 08/12/2016


Farsi visitare in carcere? Gratis per i detenuti, a pagamento per gli agenti

Due pesi e due misure. E, come al solito, a vantaggio dei più furbi. Capita ad esempio che, mentre i detenuti delle carceri nostrane vengono sottoposti ad accertamenti e a visite mediche pagate dal contribuente, lo stesso non accade per gli uomini della Polizia Penitenziaria che le visite le fanno comunque, ma a spese loro. Come se non bastasse, denunciano gli agenti, anche le dotazioni di sicurezza lasciano a desiderare: mascherine, guanti e quant'altro: «Quando ci sono, non bastano per tutti e comunque non sono le più adatte per i compiti che ci vengono assegnati». Eppure basterebbe guardare ai dati per capire che il problema è serio, anzi, più serio di quanto molti pensano.
Se tra i detenuti è allarme malattie infettive, si capisce che il rischio contagio non esclude gli agenti della Polizia Penitenziaria e i dipendenti dell'amministrazione carceraria. Se poi si impiega qualche minuto per analizzare i dati, si scopre che ad essere colpiti sono circa due detenuti su tre. Un dato frutto della somma delle percentuali di alcune patologie infettive che si registrano nelle carceri del Paese: la positività al test dell'epatite C è, infatti, del 28%, per l'epatite B del 7%, e del 3,5% per l'Hiv. Inoltre il 20% ha una tubercolosi latente, e il 4% ha presentato risultati positivi per la sifilide. Aggiungendo poi il rischio contagio Ebola, il cerchio si chiude. Ma è un cerchio estremamente preoccupante che lascia alquanto perplessi.
Ma c'è di più. Mentre il governo Renzi vara lo svuotacarceri, la sinistra sostiene la depenalizzazione dei reati e la strana maggioranza di governo pensa di "premiare" chi ha commesso reati con misure alternative alla detenzione, gli agenti della Polizia Penitenziaria vengono "promossi" al grado di autisti e tassisti per le ragazze partecipanti ai Campionati mondiali di pallavolo femminile che si terranno dal 23 settembre al 5 ottobre 2014. Mentre, infatti, nelle carceri mancano uomini e mezzi, ecco che l'esecutivo ha una brillante idea. Quella di diminuire ancor di più la loro presenza, per creare un servizio di trasporto per il Mondiale di volley al quale saranno destinati agenti e 11 autobus del Corpo di Polizia Penitenziaria.
«Trovo che sia una cosa vergognosa usare uomini e mezzi dello Stato per il servizio taxi delle atlete e dei relativi accompagnatori, tanto più se si considerano le gravi condizioni del parco automezzi nazionale della Polizia Penitenziaria. Ma le sa queste cose il ministro della Giustizia Andrea Orlando o le fanno a sua insaputa?», denuncia Donato Capece, segretario generale del primo Sindacato del Corpo, il Sappe. «Questo non è affatto un servizio finalizzato a valorizzare l'immagine dei Baschi Azzurri e il nostro duro e difficile lavoro, ma puramente un servizio di trasporto: assurdo, se si considera che l'uso dei mezzi andrà inevitabilmente a incidere sulla funzionalità dei medesimi. Non solo. Sono anni che denunciamo la fatiscenza di buona parte dei mezzi con i quali quotidianamente viaggiano le donne e gli uomini del Corpo impegnati nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti e gli stessi ristretti. Sono centinaia gli automezzi fermi nelle autorimesse in attesa di riparazioni che non possono essere eseguite perché mancano i soldi, tanto che è lo stesso Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) a comunicarlo ufficialmente nelle note di risposta alle lettere delle Direzioni delle carceri che chiedono fondi per le riparazioni. Dipartimento che però è solerte a impiegare mezzi della Polizia Penitenziaria per servizi non istituzionali come quello connesso ai Campionati mondiali di pallavolo femminile».
Così mentre gli agenti e (c'è da scommetterci) i mezzi migliori faranno tappa al Campionato del mondo di volley, è credibile che qualcuno lamenti la scarsità dei mezzi gridando allo scandalo perché i detenuti sono costretti a spostarsi su autobus fatiscenti. Una vergogna che mette in luce l'unico vero interesse della sinistra: la tutela dei delinquenti alla faccia dei cittadini onesti e di chi ogni giorno cerca di fare al meglio il proprio dovere.

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