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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/08/2014  -  stampato il 11/12/2016


Il Penitenziario di San Vito al Tagliamento indispensabile

E' emergenza carceri anche in Friuli Venezia Giulia dove, conti alla mano, gli istituti penitenziari devono fare i conti con il sovraffollamento.

La casa circondariale di Udine, al 31 luglio 2014, contava 157 detenuti, contro i 111 posti regolamentari previsti. A Tolmezzo, carcere di alta sicurezza, la capienza è di 149 detenuti, ma attualmente vi trovano posto 170 carcerati.
A Gorizia i posti regolamentari sarebbero 55, ma 41 di questi non sono attualmente disponibili e il numero di detenuti presenti nel carcere è di 16 unità.
Il carcere di Pordenone ha una capienza di 41 posti regolamentari e una presenza attuale di 69 detenuti, mentre Trieste ospita 193 detenuti, contro i 139 posti regolamentari.
Questo il quadro emerso dai dati - aggiornati al 31 luglio 2014 - forniti dal dicastero della Giustizia.

"I dati relativi al sovraffollamento delle sedi carcerarie sono particolarmente drammatici in Friuli Venezia Giulia, e anche per questo auspichiamo che l'iter per la realizzazione del nuovo penitenziario di San Vito al Tagliamento non subisca rallentamenti - hanno affermato congiuntamente la presidente e il vicepresidente della Regione Debora Serracchiani e Sergio Bolzonello -".

La presidente Serracchiani ha informato di essersi "già rivolta al ministro della Giustizia Andrea Orlando per sollecitare il Governo nazionale a proseguire sulla strada dell'avvio della nuova struttura, che andrebbe anche a sostituire l'attuale vecchio carcere ospitato nel castello di Pordenone".

"Abbiamo fatto nostro l'appello del sindaco di San Vito al Tagliamento Antonio Di Bisceglie, il quale ha chiesto un incontro urgente al ministro Orlando proprio per ottenere garanzie sulle misure necessarie per assicurare la continuità delle attività già svolte dal commissario straordinario del Governo per le infrastrutture carcerarie".

Il "Decreto detenuti" approvato il 24 luglio scorso ha infatti anticipato al 31 luglio (rispetto a fine 2014) la scadenza del commissario, stabilendo che il proseguimento della sua attività dovrà essere definito con un decreto del ministro della Giustizia, di concerto con quello delle Infrastrutture.

Il Friuli Venezia Giulia, ha rilevato la presidente Serracchiani, anche secondo recenti dati resi noti dallo stesso dicastero della Giustizia, presenta nel suo complesso un grave tasso di sovraffollamento nelle sue case circondariali, "tra i più alti del nostro Paese", riguardanti in particolare i penitenziari di Pordenone ed Udine, che potrebbe essere alleviato dalla costruzione del nuovo carcere di San Vito, e dalla contestuale chiusura di quello di Pordenone, "un patrimonio immobiliare che vorremmo fosse restituito alla fruizione pubblica con il passaggio dallo Stato al Comune di Pordenone".

"Andremmo così a liberare una struttura utile per il capoluogo della Destra Tagliamento e verrebbe finalmente creato un carcere che risponda veramente a quell'esigenza di rispetto del diritto anche delle persone in detenzione, nonché degli operatori della Polizia Penitenziaria", ha sottolineato a sua volta il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello.

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