www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/08/2014  -  stampato il 10/12/2016


Agenti penitenziari non dovranno pagare per evasione del 2007: la Procura aveva chiesto 47mila euro

La Procura ha citato alla Corte dei conti i responsabili del servizio di scorta per il trasferimento da Livorno a Caserta. I giudici: reato prescritto.

Per la fuga di "Ufo", questo il soprannome del super detenuto evaso in modo rocambolesco durante il trasferimento dal carcere di Livorno a quello di Caserta nell'agosto 2007, la Procura generale ha chiesto il risarcimento dei danni a due agenti della Polizia Penitenziaria: il capo della scorta e il collega rimasto in compagnia del detenuto quando è riuscito a scappare.

Secondo il pubblico ministero, infatti, i due che in sede penale hanno patteggiato otto e due mesi di reclusione per "colpa del custode", avrebbero "violato le modalità di scorta, nonostante il detenuto fosse qualificato "ad elevato indici di vigilanza": già evaso dalla casa circondariale di Perugia, e avesse una pericolosità altissima, imputato per omicidio e per il quale era imposta la massima attenzione".

In particolare agli agenti è stato contestato il comportamento tenuto prima e dopo la fuga di Ilir Paja, 34 anni, albanese, quel giorno trasportato a bordo di un'ambulanza e scortato da due macchine della penitenziaria. In primis il capo scorta del convoglio avrebbe autorizzato la fermata "senza reali e concrete necessità" nell'area di servizio di Reggello, lungo la A1. Inoltre, durante le indagini sarebbero emersi "un allentamento delle manette" che avrebbe permesso al 34enne di liberarsi, saltare una rete e fuggire nella boscaglia; l'autorizzazione all'allontanamento di tre membri della scorta e due volontari "lasciando da solo l'agente Z. E infine "l'aver consentito al detenuto di darsi alla fuga senza aver reagito prontamente".

Per la cronaca la latitanza dell'Ufo è proseguita fino al marzo successivo alla fuga, quando il latitante è stato arrestato a Tirana dopo un inseguimento e uno scontro a fuoco con la polizia albanese. La cifra complessiva richiesta alla Corte dei conti agli agenti è stata calcolata sommando "tutte le spese sostenute da Ministero, dai carabinieri e della polizia per la ricerca - senza esito - dell'evaso". Conto totale? Oltre 47mila euro.

A "salvare" S. F. e A. Z., entrambi difesi dagli avvocati Ettore Puppo e Armando Scotto, la decisione dei giudici che hanno respinto la richiesta di risarcimento "per via della prescrizione". Sì, perché come spiegato dai difensori la costituzione "è stata presentata oltre il termine quinquennale previsto dalla legge".

Il Tirreno