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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/08/2014  -  stampato il 03/12/2016


Brasile, rivolta in carcere: morte e terrore

Fortunatamente, in Italia non funziona come in Brasile (i tempo delle rivolte guidate da Vallanzasca sono finiti), altrimenti sarebbero dolori. Anche se le condizioni fatiscenti delle carceri dei due Paesi sono molto simili tra loro. Per il sovraffollamento in primis. I detenuti in Sudamerica, però, sono molto più pericolosi e ieri hanno deciso di farsi giustizia da soli, seminando morte e terrore nella prigione di Cascavel, città dello stato meridionale di Paranà. Una rivolta, l’ennesima, per protestare contro lo scarso sistema medico-sanitario, il sovraffollamento cronico e per il cibo di pessima qualità. Quattro “galeotti” sono stati uccisi (due dei quali decapitati) e tre secondini presi in ostaggio. A comandare la sommossa il sanguinoso gruppo criminale di narcotrafficanti Pcc (Primeiro comando da capital), che si sono scagliati contro bande rivali e agenti della Polizia Penitenziaria. Bruciando anche materassi ed issando sul tetto una bandiera della loro fazione. Ventiquattro ore dopo la ribellione, la situazione è tragica e non ancora risolta. Gli ostaggi non sarebbero stati liberati.
Nel frattempo, la violenza dal carcere si è trasferita anche lungo le strade della città, dove macchine e autobus del trasporto pubblico durante la notte sono stati incendiati. Una tipica azione di protesta dei narcos, sostengono gli esperti.
I mediatori devono cercare di placare la furia dei reclusi, ma, secondo la polizia locale, sarà un compito difficile. La situazione delle carceri nel Sudamerica è esplosiva. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli enormi. A fronte di 548 mila detenuti, il Paese avrebbe bisogno di altri 207 mila posti e soltanto nello Stato del Paranà si sono già verificate almeno 18 rivolte in un anno.
Non è migliore la situazione in Italia, dove le nostre strutture sono le peggiori dopo la Serbia. Pochi i passi in avanti fatti dal Governo per risolvere il problema, nonostante le ripetute condanne da parte della Cedu (Corte europea per i diritti dell’uomo). E tra un anno dovrà dimostrare alla Corte di Strasburgo di aver compiuto passi avanti e di aver risolto (o comunque migliorato) la questione del sovraffollamento. Altrimenti le multe saranno salatissime.
lultimaribattuta