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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/08/2014  -  stampato il 01/03/2017


Carcere di Uta, blitz del deputato Pili nel nuovo carcere: “Lavori a rilento”

I lavori procedono al rallentatore, da tre mesi gli operai non ricevono lo stipendio e potrebbero nuovamente scendere in piazza per protesta, mentre la struttura carceraria, che sarebbe dovuta essere terminata nel giugno 2013, è ancora un cantiere nella disponibilità del Ministero delle infrastrutture. E' questa la situazione che si è trovato davanti il deputato di Unidos, Mauro Pili, che stamani ha effettuato un sopralluogo nel nuovo carcere di Uta, dove gli unici detenuti presenti sono quelli che hanno ottenuto il permesso di lavorare nel cantiere.
"E qui si vorrebbero portare presto i detenuti in regime di 41 bis? - si domanda Pili - in questo carcere non terminato, dove manca un centro clinico esclusivo per i circa 100 capimafia che si vorrebbero far arrivare in un'ala, quella del 41 bis appunto, che a tutt'oggi è un cantiere fermo?".
Il blitz di Pili ha anche quasi causato un incidente diplomatico che ha visto schierati in forze i carabinieri chiamati dallo stesso deputato a cui all'inizio è stato impedito l'accesso al carcere. "E' già capitato a Sassari e anche stavolta è stato necessario l'intervento del ministro per permettere ad un parlamentare di verificare le condizioni dei detenuti che operano nella struttura".
Pili ha anche nuovamente tuonato contro le "possibili infiltrazioni mafiose nella società sarda, nel caso in cui vengano portati in Sardegna il 50% dei ristretti in regime di 41 bis, cioè circa 300 su 650 complessivi. A Nuchis e Massama vi sono già esempi di persone che vivono in regime attenuato dopo aver scontato la pena con il 41 bis e che sono stati raggiunti dalle famiglie. Tutto questo - ha concluso il parlamentare sardo deve essere impedito". 

Le celle dei 41 bis sono senza muri e senza porte. Non esiste centro clinico autonomo come previsto dalle disposizioni e soprattutto la struttura per i capimafia è direttamente e funzionalmente connessa all'intera struttura penitenziaria, contravvenendo a tutte le leggi in materia che vietano qualsiasi ipotesi di contatto". Così il deputato di Unidos, Mauro Pili, al termine della sua visita ispettiva nel nuovo carcere di Uta, vicino Cagliari, che, una volta ultimato, dovrà ospitare i detenuti presenti oggi nella vecchia struttura cittadina di Buoncammino più un centinaio di persone ristrette in regime di 41 bis provenienti da altre realtà.
"Tutto questo rende illegale il trasferimento di qualsiasi detenuto nel regime di massima sicurezza nel carcere di Uta - spiega Pili - Le bugie raccontate sinora sulle condizioni del carcere di Uta vengono allo scoperto e dimostrano che si stava tentando di mettere in piedi un castello di informazioni che facessero apparire quella struttura idonea ad ospitare i più pericolosi criminali delle cosche mafiose e camorriste italiane.
Cosi non è".

 

cagliaripad