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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/09/2014  -  stampato il 07/12/2016


Blocco stipendi, forze dell'ordine pronte allo sciopero

Annunciano lo sciopero entro la fine di settembre. Le forze dell'ordine puntano i piedi contro la decisione del ministro Madia di bloccare gli stipendi della Pubblica Amministrazione per il 2015. Azioni di protesta sono previste in tutta Italia e una capillare attività di sensibilizzazione dei cittadini sui rischi ai quali viene esposto il settore. "Il Governo ha tradito il personale in uniforme! Solo pochi giorni fa i ministri Alfano e Pinotti avevano rilasciato roboanti dichiarazioni alla stampa annunciando che vi erano le condizioni per sbloccare già in autunno le retribuzioni del personale delle forze armate e di polizia. Ora la doccia fredda del ministro Madia che smentisce clamorosamente i colleghi di governo: contratti degli statali bloccati, compresi quindi forze di polizia e vigili del fuoco, con un danno doppio rispetto al pubblico impiego visto che, oltre ad avere contratti risalenti al 2009, la specificità delle carriere del nostro personale determina il doppio danno dovuto alla mannaia del tetto stipendiale del governo Monti che impone promozioni con assunzioni di responsabilità senza però corresponsione di nessun aumento retributivo".

Quindi sciopero generale "entro la fine di settembre, azioni di protesta in tutta Italia e una capillare attività di sensibilizzazione dei cittadini sui rischi ai quali viene esposto il settore. E' questo il "pacchetto" di iniziative annunciato dai sindacati delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco e dal Cocer interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) "qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni". "Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica - sottolineano sindacati e Cocer - siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale" del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, "verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme".

Parlano i segretari generali Gianni Tonelli (SAP - Polizia di Stato), Donato Capece (SAPPe - Polizia Penitenziaria), Marco Moroni (SAPAF - Corpo Forestale) e Antonio Brizzi (CONAPO - Vigili del Fuoco), riuniti nella Consulta Sicurezza, il più rappresentativo organismo del personale dello stato in uniforme, con oltre 43.000 iscritti nei comparti interessati, che, dopo aver organizzato il 27 agosto scorso la clamorosa protesta della donazione ai cittadini "delle ultime gocce di sangue che il Governo ha lasciato a poliziotti e vigili del fuoco", sono ora impegnati in un presidio permanente a Roma in piazza Montecitorio ed hanno organizzato un camper che sta già girando tutta l'Italia per "protestare con proposte che non gravino sulla spesa pubblica e sulle tasche dei cittadini, ovvero "riformare la sicurezza per avere meno spese e più sicurezza". "Un danno che si aggira per le qualifiche intermedie sui 400 euro netti mensili in meno per personale che quotidianamente è chiamato a garantire ordine e sicurezza pubblica e diritti dei cittadini anche a prezzo della vita.

Da tempo chiediamo inascoltati una vera riforma della sicurezza che riorganizzi le troppe forze di polizia salvaguardando le rispettive specificità e professionalità - proseguono -, ed accorpi gli elefantiaci dipartimenti ministeriali per mettere a fattor comune con minore spesa pubblica le troppe poltrone romane che oggi non possiamo più permetterci, quando invece servono più uomini sul campo per dare più sicurezza ai cittadini. Queste sono riforme che avrebbero consentito non solo maggiore sicurezza dei cittadini e taglio di spesa pubblica da destinare alle famiglie, ma anche lo sblocco del tetto stipendiale del personale che della sicurezza dei cittadini ne fa una ragione di vita! Ma il governo che si dice 'delle riforme' piuttosto che riformare davvero preferisce tagliare le retribuzioni!". "Al premier Renzi, e ai ministri Alfano, Pinotti, Martina e Orlando, da addetti ai lavori, chiediamo di ascoltare le nostre proposte di riforma e di risparmio oltre a di riconoscere con i fatti la specificità lavorativa sancita con la legge 183 del 2010.

Per quanto riguarda Forze di Polizia e Vigili del Fuoco non ci faremo certo mettere a tacere dalla politica: oltre al presidio permanente con presenza quotidiana in piazza Montecitorio e ad un camper attrezzato che sta già girando tutta l'Italia per informare a dovere i cittadini, attueremo quella che noi chiamiamo #piazzapermanente", concludono i sindacati autonomi della Consulta Sicurezza che, dopo le dichiarazioni del ministro Madia hanno annunciato lo "stato di agitazione permanente con ulteriori proteste eclatanti".

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