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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/09/2014  -  stampato il 07/12/2016


Operazione congiunta Polizia Penitenziaria e CC, fuga finita per Rosa Della Corte

Si è conclusa in un’abitazione di Tor San Lorenzo, sul litorale romano nei pressi di Anzio, la fuga di Rosa Della Corte, la detenuta ventinovenne di Casandrino evasa da 14 giorni dal carcere leccese  di Borgo San Nicola dopo una licenza premio trascorsa a Napoli dalla madre. A tradire la donna le telefonate fatte a parenti e amici. Le analisi dei tabulati telefonici sono state effettuate nell’ambito dell’operazione “Run Away”, illustrata durante la conferenza stampa di questo pomeriggio al comando provinciale dei carabinieri.

La fuga della donna era iniziata il 23 agosto, quando non ha fatto più ritorno al carcere di Lecce, dove era detenuta per l’omicidio del fidanzato Salvatore Pollasto, assassinato il 4 aprile del 2003, raggiungendo, invece, la stazione di Aversa. Niente lasciava presagire una sua possibile fuga. Alla donna infatti mancavano solo poco più di due anni per tornare in libertà e aveva già usufruito in passato di sei permessi premio, tutti regolari. Insieme a lei era sparito il suo compagno di allora, Lorenzo Trazza, cuoco 25enne originario di Muro Leccese ma residente a Maglie, conosciuto durante il periodo della detenzione leccese. Il giovane l’aveva conosciuta andando a trovare la sorella in carcere. La presunta fuga d’amore tra i due è terminata il 2 settembre 2014, quando Trazza si è costituito presso i carabinieri di Roma Eur. Attualmente l’uomo è indagato per favoreggiamento.

Al lavoro sul caso un pool interforze costituito dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Maglie, dal comando di Polizia Penitenziaria di Lecce e dai carabinieri delle compagnie di Anzio e Ostia  unitamente alla squadra mobile di Reggio Emilia, con le indagini coordinate dalla pm Stefania Mininni della Procura della Repubblica a Lecce. La sinergia e lo spirito di collaborazione tra le diverse forze dell’ordine ha permesso la cattura della donna. Nel mirino degli investigatori la rete di contatti di Rosa Della Corte. La necessità di denaro durante la fuga l’ha, infatti, costretta a cercare l’aiuto di parenti e amici. E’ partita, dunque, una capillare e approfondita analisi dei tabulati telefonici, che si sono rivelati fondamentali nel ritrovamento della fuggitiva. Dalle intercettazioni è emerso che la donna usava una nuova scheda sim, attivata il 18 agosto. Attraverso il tracciamento delle celle, è stata individuata la località di Ostia, dove l’evasa ha soggiornato negli ultimi giorni. Nella tarda serata di ieri il passaggio decisivo delle indagini con l’intercettazione di una telefonata ad un parente di Reggio Emilia, nella quale la fuggitiva chiedeva che le venisse fatta una ricarica.

Da quel momento, la strada è stata, per così dire, in discesa: la donna era in compagnia di un cittadino rumeno di 31 anni, con il quale, facendo leva sulle sue capacità seduttive, pare avesse intrecciato una relazione nei giorni della sua latitanza.  Grazie alla preziosa collaborazione dei carabinieri di Anzio, coordinati dal Nucleo Operativo di Maglie, questa mattina, intorno alle ore 12, è scattato il blitz nella villetta di Tor San Lorenzo, a pochissimi metri dal mare, dove la fuggitiva si trovava con l’uomo, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Alla vista dei militari la 29enne ha anche finto, in un primo momento, di essere straniera ma ha poi dovuto arrendersi all’evidenza: la sua latitanza era finita con l’arresto. Con sé non aveva effetti personali né i documenti che le erano stati consegnati per il permesso premio.

Rosa Della Corte si trova ora nel carcere di Rebibbia. Ignote le motivazioni della fuga e si indaga anche per capire chi l’abbia agevolata tra amici e parenti in questo gesto.

 

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