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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/09/2014  -  stampato il 03/12/2016


Le strategie segrete di Renzi per evitare lo sciopero dei Poliziotti

Nervi tesi a Palazzo Chigi di fronte a un’emergenza da scongiurare a tutti i costi: il primo sciopero della storia delle forze dell’ordine. Carabinieri, polizia, finanzieri, agenti penitenziari e guardie forestali sono infatti sul piede di guerra dopo l’annuncio del blocco stipendi per tutti il 2015 e hanno fatto sapere che se il governo non farà un passo indietro, allora non esiteranno a incrociare le braccia.

Al momento, secondo quanto si apprende, non sarebbero previste riunioni fra governo e sindacati delle forze dell’ordine ma piuttosto fra il premier Renzi e i ministri della Difesa e dell’Interno, Pinotti e Angelino Alfano. A lavoro sulla questione anche il titolare del Tesore, Padoan, che dovrà quantificare le risorse a disposizione per rispondere, eventualmente, alle richieste delle categorie.

Ad ogni modo, secondo rumors, Renzi avrebbe già studiato un piano per evitare il disastro: concedere salari più alti da ottobre ma soltanto fino a dicembre. Poi di nuovo il congelamento. In questo caso di utilizzerebbero quei 250 milioni che il ministro Padoan aveva ritagliato a luglio.

Se il piano A dovesse fallire, ci sarebbe poi una seconda strada da percorrere: ovvero provvedere ad n adeguamento progressivo entro un lasso di tempo predefinito in un accordo tra governo e parti sindacali. Il tal caso il blocco degli stipendi non scatterebbe per gli anni a venire. “Sono solo ipotesi, non c’è nulla di certo”, fanno però sapere fonti del Tesoro. In campo, a dirla tutta, ci sarebbe poi anche la possibilità (voluta da Renzi) di un accorpamento delle forze: ipotesi questa però che non piace al ministro degli Interni.

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