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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/09/2014  -  stampato il 06/12/2016


La Consulta Sicurezza sfida Renzi: "ecco le nostre proposte per risparmiare"

«Non sono certo i poliziotti, i penitenziari, i forestali, i vigili del fuoco e le altre uniformi del comparto sicurezza e difesa ad avere grasso che cola. Il nostro personale serve lo stato in condizioni dove non c'è più nulla da tagliare. Siamo costretti ad anticipare di tasca nostra le spese e a pagarci i pasti delle missioni, per poi vederceli rimborsati dopo anni se va bene». I sindacati di polizia (Sap - Polizia di Stato, Sappe - Polizia Penitenziaria, Sapaf - Corpo Forestale e Conapo-Vigili del Fuoco), riuniti nella «Consulta Sicurezza», il più rappresentativo organismo del personale dello stato in uniforme, con oltre 43.000 iscritti nei comparti interessati, attacca il premier.

«Sul personale e sulle retribuzioni non c'è più nulla da tagliare come non c'è più nulla da tagliare sulle spese di funzionamento dei nostri apparati, già al limite del collasso dopo i tagli lineari alle assunzioni, agli automezzi e alle attrezzature ed i tagli alla formazione e agli addestramenti, fatti da governi che hanno ridotto le spese senza saper eliminare gli sprechi. E anche il settore della sicurezza ha necessità di riforme per perseguire risparmi e miglioramento dell'efficienza».

Al governo mandano a dire che «il grasso non c’è neanche per la manutenzione degli automezzi che spesso si fermano». Poi i sindacati indicano i settori dove invece bisognerebbe tagliare. «C'è grasso che cola nella sovrapposizione delle funzioni di polizia spesso mal coordinate, nei costosi dipartimenti del Viminale con uffici che potrebbero essere accorpati come anche in vari uffici centrali e periferici, nella mancanza di sale operative unificate e nei soldi che continuiamo a sprecare in sanzioni della UE, nelle sovrapposizione delle competenze relative a funzioni di protezione civile e antincendio boschivo, ma sulla strada». I sindacati quindi chiedono a Renzi di essere convocati per esporre la loro ricetta.

«Ma ad un patto: metà dei risparmi sia destinato alla rimessa in efficienza operativa dei nostri Corpi e quindi alla sicurezza dei cittadini, e metà alla detassazione delle famiglie per ridare slancio all'economia». Intanto i poliziotti e vigili del fuoco di Sap, Sappe, Sapaf e Conapo restano mobilitati in presidio permanente a Montecitorio fino al 26 settembre. Una soluzione per trovare risorse e evitari i tagli agli stipendi potrebbe essere utilizzare il FUG, fondo unico giustizia, dove dal 2008 confluiscono tutti i soldi sequestrati alla criminalità organizzata e la cui gestione è affidata ad Equitalia Giustizia. Un tesoro di circa 3,5 miliardi, come rivelato da Skytg24, che dovrebbero finire nelle casse dei ministeri dell'Interno e della Giustizia per il potenziamento degli uffici giudiziari e delle forze dell'ordine.

E invece, per una serie di vincoli imposti dal ministero dell'Economia, se ne utilizza poco più del 10%. Alfredo Mantovano, in Commissione Bilancio alla Camera, nel 2012 sollecitò più volte il governo a riferire su come venissero impiegati questi soldi. In serata Alfano ha invitato il sindacato ad abbassare i toni: «Ci sono le condizioni per lo sblocco degli stipendi delle forze di polizia e sono convinto di farcela».

Il Tempo