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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/09/2014  -  stampato il 09/12/2016


Detenuto si traveste da donna e tenta la fuga durante i colloqui: poliziotti argentini lo scoprono

Il piano era a suo modo ingegnoso: nessuna fatica fisica, niente notti passate a scavare tunnel o studiare planimetrie, nessuna violenza. Servivano solo dei trucchi da donna, una parrucca, qualche gioiello e un po’ di fortuna. Così il detenuto Pablo Morales Montenegro ha deciso di tentare: si è tagliato i baffi e pizzetto, ha indossato una lunga chioma posticcia e dei vestiti femminili e si è armato di ombretto, rossetto e fard. La “trasformazione” è avvenuta durante l’orario delle visite al carcere San Felipe di Mendoza, in Argentina, domenica. Tramutato in donna, il 37enne si è mescolato alla folla di parenti e ha provato a uscire tranquillamente dal penitenziario. Puntando sul fatto che, in cella da soli 20 giorni per frode, probabilmente non sarebbe stato riconosciuto dal personale. E infatti Montenegro è riuscito a superare un primo controllo. Ma quella strana signora ha attirato l’attenzione di una guardia che, insospettita, ha messo in allarme i colleghi deputati al controllo successivo: il prigioniero non ha avuto scampo.

Recidivo

Il direttore del carcere, Carlos Motos, ha dichiarato che questo è il primo tentativo di evasione di questo genere. Pablo Morales Montenegro, già scappato nell’ottobre del 2005 dalla colonia penale di Río Negro dove scontava una condanna a sette anni per tentata rapina, è stato riconosciuto anche da un neo sulla fronte, sopra l’occhio destro. Forse avrebbe dovuto usare più fondotinta. E proprio a partire dai trucchi le autorità sperano di risalire ai suoi complici: chi ha dato creme, parrucca e maquillage al detenuto? Una risposta verrà dalle telecamere di sorveglianza. «Montenegro aveva ricevuto due visite, una da parte di una donna - ha detto personale del San Felipe a Clarin.com -. È probabile che proprio la donna abbia portato in carcere il necessario per l’evasione, magari è entrata con addosso dei vestiti in più che poi ha scambiato in bagno con il prigioniero».

Gli «ispiratori»

Forse l’aspirante evaso ha tratto ispirazione da due suoi “colleghi”. Per la scelta del momento della fuga potrebbe aver pensato a Víctor «Meteoro» Suárez, scappato con un documento falso il mese scorso da un carcere argentino (in cui era appena arrivato) anche lui durante le visite. Per la messa in scena potrebbe essersi ricordato invece di Giovanni Rebolledo, latitante colombiano che era addirittura diventato una trans per sfuggire alla giustiziae si prostituiva. A entrambi è andata male: «Meteroro» è stato riacciuffato a 15 giorni dall’evasione perché aveva ripreso a fare truffe con le auto; Giovanni- Rosalinda ha incontrato il suo destino in una retata anti-lucciole.

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