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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/09/2014  -  stampato il 10/12/2016


Poliziotto Penitenziario si suicida con pistola ordinanza in casa: lavorava nel carcere di Saluzzo

I due figli e la moglie lo stavano attendendo in auto, avevano deciso che oggi, giorno libero dal lavoro e dal clima ancora mite, l’avrebbero trascorso tutti insieme al mare ma qualcosa è andato storto. Qualcosa si è in ceppato nella mente di Alessandro Bruno - 44 anni, assistente della Polizia Penitenziaria nel carcere di Saluzzo ma residente a Cuneo -, che questa mattina, poco dopo le 7 e 30 si è sparato un colpo alla testa. A trovarlo riverso sul divano in una pozza di sangue, con la pistola di ordinanza in mano ed agonizzante, è stata la moglie che ha immediatamente chiamato i vicini e quindi il 118 e la Volante.

Purtroppo per Alessandro non c’è stato nulla da fare, una giornata che doveva essere all’insegna della spensieratezza, si è trasformata in tragedia, per la sua giovane moglie ed i suoi tre figli. Cosa sia scattato nella mente di Alessandro, è difficile da stabilire, forse qualche problema legato al lavoro lo turbava e questa mattina i pensieri negativi hanno avuto il sopravvento, fino a condurlo al gesto estremo.

Verso le 7 e 30 la famiglia Bruno era pronta per partire per il mare, erano già tutti in macchina – mancava solo il terzo figlio che li attendeva alla stazione ferroviaria di Cuneo – quando Alessandro ha detto di aver dimenticato il cellulare e con questa scusa è risalito in casa. Doveva metterci un attimo e poi partire per il mare, invece Alessandro non è più uscito dalla sua abitazione, lasciando la famiglia, gli amici ed i colleghi con molti dubbi e domande alle quali dare una risposta.

“L’assistente Bruno si trova presso le camere mortuarie dell’ospedale Santa Croce di Cuneo – spiega il dirigente delle Volanti Luigi Chilla – e non sarà eseguita l’autopsia, visto che la dinamica della sua morte è tragicamente chiara”.

Intanto il carcere di Saluzzo, dove Alessandro Bruno lavorava presso l’ufficio contabile, ha aperto un’inchiesta interna per verificare se il motivo che hanno spinto il giovane assistente al suicidio, si trovi rinchiuso tra quelle mura.

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