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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 15/09/2014  -  stampato il 09/12/2016


Protesta Poliziotti: la maggioranza dei Sindacati pronti ad "arrendersi" dopo le promesse del Governo

Sindacati divisi sulla soluzione politica di Alfano per sbloccare i tetti salariali. E sulla richiesta di scuse che Matteo Renzi aspetta da tempo dagli uomini in divisa per i "toni troppo forti" e per la minaccia di sciopero. Da una parte c'è un "cartello" trasversale bipartisan che accorpa circa il 95%  dei sindacati del comparto sicurezza e dei Cocer. Tra questi ad esempio, Siulp, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl, Coisp, Confsal (vigili del fuoco Uil) e tutti i Cocer. Dall'altra s'è costituita la "consulta della sicurezza" della quale fanno parte un solo sindacato di Polizia, il Sap (tradizionalmente di destra), il Sappe (Polizia Penitenziaria), il Sapas (corpo forestale), e il Conapo (vigili del fuoco). Solo vigili del fuoco e feorestali, va detto, sono legittimati per legge a scioperare. Tutti gli altri, ne hanno divieto. 

La "consulta" ha organizzato una protesta per il 23 settembre, con assemblee di tre ore nei luoghi di lavoro e la scelta simbolica di recarsi a donare il sangue.

Delle promesse di Alfano non ci fidiamo: i Sindacati autonomi di Polizia proseguono la protesta

Il "cartello", invece, ha riassunto la propria posizione in un comunicato del 9 settembre. In attesa della convocazione da parte del premier, recita il comunicato, gli uomini in divisa aderenti al "cartello" hanno deciso di "sospendere, alla luce dell'apertura del governo, qualunque manifestazione su base nazionale, prendendo al contempo le distanze da eventuali ulteriori iniziative assunte da sigle diverse". Il "cartello" si riunirà martedì alle 15 per fare il punto della situazione e valutare sia quanto dichiarato da Alfano, sia le eventuali proposte del governo, sia le richieste di scuse di Renzi.

La prossima sarà una settimana di fuoco per le trattative polizia-politica. Ecco l'agenda. Lunedì pomeriggio alle 18 i sindacati e le rappresentanze militari saranno ricevuti dal partiuto del ministro Alfano, l'Ncd, incontrro organizzato dal senatore Gaetano Quagliariello. Martedì pomeriggio alle 15 toccherà al M5S, poi alla Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Mercoledì è previsto l'incontro con Berlusconi a Palazzo Grazioli alle16.

La "consulta", invece, proseguirà imperterrita per la sua strada. E continuerà la mobilitazione, anche con il camper che sta girando l'Italia per raccogliere firme e riformare l'apparato della sicurezza e del soccorso pubblico. E dopo l'astensione dal lavoro del 23 settembre, il giorno dopo saranno in piazza SS. Apostoli a Roma "per manifestare assieme ai tantissimi operatori che hanno organizzato una protesta tramite la Rete".

Niente compromessi. "La Consulta Sicurezza - spiegano i segretari generali Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni e Antonio Brizzi - è mobilitata da mesi, non da dieci giorni come altri e non si fida di vane parole e promesse, troppe volte i poliziotti e vigili del fuoco sono stati traditi. Anche perché il ministro Alfano, dopo aver detto che il problema dello sblocco stipendiale sarà risolto, ha precisato che ora occorre individuare lo strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Che cosa vuol dire? I soldi necessari, circa un miliardo di euro, sono stati trovati per tutto il personale oppure si pensa di risolvere il problema solo per alcuni operatori e rinviare per altri tutto alle calende greche? Contrariamente ad altre organizzazioni, prontissime a firmare qualsiasi intesa, noi non accetteremo compromessi e sblocchi parziali".

Riforme urgenti. La Consulta Sicurezza, però, non vuole che lo sblocco delle retribuzioni pesi sulle tasche dei cittadini, ma chiede che "sia accompagnato da concomitanti riforme delle sette forze di polizia e dei vigili del fuoco, per razionalizzare e meglio coordinare i servizi di sicurezza pubblica ed eliminare le duplicazioni e gli sprechi oggi esistenti. Una riforma che consentirebbe risparmi 4 volte superiori ai soldi necessari allo sblocco delle retribuzioni, reimpiegabili in potenziamento della sicurezza e detassazione delle famiglie", concludono.

Ministri al lavoro. Il problema dei salari è stato al centro, oggi, di una lunga telefonata tra Alfano e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. I due ministri, a quanto si è appreso, hanno convenuto sulla necessità di procedere in tempi brevissimi, e con lo strumento normativo più adeguato, per andare incontro alle richieste delle donne e degli uomini in divisa, confidando che da qui in avanti il percorso sia accompagnato da toni costruttivi da parte delle loro rappresentanze. I due ministri stanno definendo la proposta, sotto il profilo tecnico, per presentarla nei prossimi giorni alla Presidenza del Consiglio. Per sbloccare i tetti salariali ci vogliono 830 milioni di euro per tutto il 2015. Attualmente in cassa ce ne sono circa 500 milioni. Dove troveranno gli altri 330?

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