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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/09/2014  -  stampato il 04/12/2016


Regolamento di conti tra due detenuti in sorveglianza dinamica: feriti due Poliziotti

Hanno atteso l'apertura delle celle per picchiarsi e, nella colluttazione, hanno ferito i due poliziotti penitenziari intervenuti a dividerli. Protagonisti due detenuti italiani nel carcere di Alba.

"Sono stati momenti di grande tensione, gestiti a fatica ma con professionalità dagli Agenti di Polizia Penitenziaria che però sono rimasti feriti con 7 e 10 giorni di prognosi", spiega il Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece. "I detenuti, italiani, avevano evidentemente dei conti in sospeso ed hanno pensato di risolverli con la violenza. Fatto inaccettabile. Noi esprimiamo vicinanza e solidarietà ai due poliziotti rimasti feriti".

Capece punta il dito contro il sistema della "vigilanza dinamica" che è in atto nel carcere di Alba, proprio nella Sezione detentiva "A" dove è accaduto il regolamento di conti dei detenuti: "In pratica, si vuole cercare di tenere tutta la giornata aperti i detenuti per farli rientrare nelle loro stanze solo per dormire, lasciando ad alcune telecamere il controllo della situazione. Il Sappe si batte da tempo contro questo improvvido che si ritiene assolutamente destabilizzante per le carceri italiane, come per altro proprio i gravi fatti accaduti a Alba dimostrano.

È infatti nostra opinione che, lasciando le sezioni detentive all'autogestione dei detenuti, si potrebbero ricostituire quei rapporti di gerarchia tra detenuti per cui i più potenti e forti potrebbero spadroneggiare sui più deboli. In secondo luogo, sempre a nostro avviso, si sta ignorando l'articolo 387 del codice penale per il quale potrebbe essere comunque l'agente, anche se esiliato davanti a un monitor, a rispondere penalmente di qualsiasi cosa accada nelle sezioni detentive. Ancora più grave potrebbe essere l'accentuarsi in maniera drammatica di episodi di violenza all'interno delle stanze ove i detenuti non sono controllabili".

"Altro che vigilanza dinamica e autogestione delle carceri che sembra essere l'unica risposta sterile dei vertici del DAP all'emergenza penitenziaria" conclude Capece. "Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti, come avviene ad Alba, deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza".

ANSA