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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/09/2014  -  stampato il 04/12/2016


Corte Diritti Umani Strasburgo boccia ricorsi detenuti: possono chiedere il risarcimento in Italia

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso oggi di respingere 19 ricorsi presentati da altrettanti detenuti contro il sovraffollamento delle carceri dopo che l'Italia ha adottato lo scorso giugno il decreto legge sul "rimedio compensativo".

Un pronunciamento accolto come una "notizia positiva" dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo il quale la Corte ha così "apprezzato i progressi fatti" dall'Italia su questo fronte. La decisione presa oggi a Strasburgo rappresenta in effetti una vittoria per il governo, che in un colpo solo ha ottenuto tre risultati. Innanzitutto si è liberato dalla preoccupazione di essere costantemente condannato per trattamento inumano e degradante dei carcerati costretti in spazi troppo angusti, come successe nel 2013 con la sentenza Torreggiani.

Inoltre, vede in prospettiva ridursi l'ammontare dei risarcimenti che dovrà pagare ai detenuti di cui ha violato i diritti, poiché con le condanne a Strasburgo sarebbe stato molto più alto. Infine, il governo riuscirà a far diminuire anche il numero di ricorsi pendenti a Strasburgo, perchè la Corte - secondo quanto si è appreso - ha deciso di applicare lo stesso metodo utilizzato oggi anche ai restanti 3.500 e più ricorsi che ha ricevuto dalle carceri italiane. L'Italia potrà così finalmente perdere il poco invidiabile primato di primo paese per numero di fascicoli aperti alla Corte.

La sentenza di oggi indica anche che l'Italia è riuscita a convincere i giudici di Strasburgo sull'efficacia e la congruità delle misure messe in atto per fronteggiare il fenomeno del sovraffollamento. Il rigetto dei due ricorsi avvenuto oggi è infatti dovuto al fatto che la Corte, dopo aver analizzato le leggi introdotte nell'arco dell'ultimo anno, ha deciso non solo che il rischio di sovraffollamento nelle carceri italiane sta diminuendo, ma anche che chi dovesse subirne gli effetti può ora ottenere giustizia direttamente in Italia. E questo vale anche per chi si è già rivolto a Strasburgo.

La Corte infatti ha detto che non ha prove per ritenere che il rimedio preventivo e quello compensativo introdotti dal governo con i decreti legge 146/2013 e 92/2014, non funzionino. Come sembra dimostrare anche la notizia di un carcerato che ha ottenuto a Padova 4.808 euro e 10 giorni di detrazione della pena sui 100 che ancora gli restavano da scontare per i 601 giorni di detenzione vissuti in condizioni inumane di sovraffollamento carcerario. Un risarcimento che però è stato già bollato come "abominio immondo" dal deputato leghista Nicola Molteni, capogruppo in commissione giustizia, e che il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, ha chiesto a Orlando di bloccare.

I detenuti che hanno fatto ricorso a Strasburgo ora hanno due possibilità. Se sono ancora in carcere possono rivolgersi al giudice di sorveglianza, che non solo deve far cessare la loro situazione di sovraffollamento, ma deve eventualmente risarcirli o con giorni di pena in meno o con denaro, o entrambe. Coloro che invece sono già in libertà possono rivolgersi al giudice civile per ottenere un risarcimento. Per farlo hanno tempo fino al 28 dicembre e, affinché la richiesta sia valida devono indicare la data in cui hanno presentato il ricorso a Strasburgo.

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