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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/10/2014  -  stampato il 04/12/2016


Sappe: Manconi non ha fatto nulla per la Polizia Penitenziaria, anzi era quello dei corsi di boxe ai detenuti ...

"Le Forze di Polizia in Italia, e la Polizia Penitenziaria tra loro, sono istituzioni sane e democratiche, i cui appartenenti ogni giorno, 24 ore su 24, rischiano la vita per la salvaguardia della sicurezza sociale del Paese.

Alle donne e gli uomini delle Forze di Polizia, così come a tutti coloro che svolgono con serietà e competenza una professionale, servono sì una formazione e un aggiornamento professionale costante, continuo e mirato al tipo di attività che si svolge. Però questo quasi mai viene fatto perché i Governi di tutti i colori e i Parlamenti che si sono succeduti nel tempo non stanziano adeguate risorse economiche a questi scopi".

Lo dice il segretario generale del Sappe, Donato Capece, a proposito del ddl a prima firma Luigi Manconi depositato in Senato per proporre corsi di non violenza per i poliziotti. "Mettere in dubbio la democraticità delle Forze di Polizia italiane, e tra esse della Polizia Penitenziaria- aggiunge- mi sembra davvero fuori luogo. Luigi Manconi, primo firmatario della proposta di legge, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, già Sottosegretario di Stato alla Giustizia, sa bene che la Polizia Penitenziaria non ha nulla da nascondere.

L'impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una "casa di vetro", cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci chiaro, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale, ma ancora sconosciuto, lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria".

Capece continua: "Del carcere e dei Baschi Azzurri viene spesso diffusa un'immagine distorta, che trasmette all'opinione pubblica un'informazione parziale, non oggettiva e condizionata da pregiudizi. Tanto per dire, negli ultimi vent'anni anni, dal 1992 al 2013, abbiamo salvato la vita, in tutta Italia, ad oltre 17.000 detenuti che hanno tentato il suicidio ed ai quasi 119mila che hanno posto in essere atti di autolesionismo, molti deturpandosi anche violentemente il proprio corpo. Questa è la democrazia dei fatti, non la demagogia delle parole.

La Polizia Penitenziaria, continua il segretario del Sappe, "nelle oltre 200 carceri italiane, è formata da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d'identità e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti. Luigi Manconi, da Sottosegretario alla Giustizia, avrebbe potuto fare molto ma non ha fatto nulla, e con la sua proposta vuole coprire questa sua desolante inattività istituzionale. È stato il primo responsabile della mancata programmazione da parte del Ministero della Giustizia (e quindi del Governo) dei necessari interventi strutturali per il sistema carcere che dovevano essere adottati contestualmente all'approvazione dell'indulto, chiesti anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano".

Il senatore Pd, osserva Capece, "non fece nessun progetto concreto di formazione ed aggiornamento professionale dei poliziotti, senza alcun atto concreto sulle importanti questioni attinenti al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, ma pensò bene di appoggiare iniziative formative assurde, come i corsi di boxe per detenuti, pur sapendo delle centinaia di aggressioni, ferimenti e colluttazioni che avvengono ogni anno in carcere, spessissimo contro i poliziotti penitenziari".

Capece aggiunge: "La verità è che con sei miliardi di tagli che i vari Governi hanno operato dal 2008 ad oggi, i cittadini sono meno sicuri perché ci sono meno poliziotti a controllare le loro case e i quartieri, meno poliziotti penitenziari nelle carceri a fronte di un aumento dei detenuti, meno forestali contro le agro-mafie e le ecomafie per la tutela dell'ambiente, meno vigili del fuoco a difenderci da disastri e calamità, a garantire sicurezza e soccorso pubblico. E c'è anche meno formazione e aggiornamento professionale per le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine e della Polizia Penitenziaria in particolare".

Il segretario Sappe conclude: "Ma mettere in dubbio la professionalità e lo spirito democratico delle nostre Istituzioni, per difendere le quali tantissimi sono Caduti vittime della violenza criminale, mi sembra davvero ingiusto e ingrato.

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Un corso per "rieducare" i Poliziotti penitenziari alla non violenza: proposta di legge del Senatore Manconi