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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/10/2014  -  stampato il 10/12/2016


Tubercolosi a Milano Opera: 150 persone sottoposte a controlli dopo caso di detenuto malato

Controlli a tappeto. Per individuare le persone entrate in contatto con il "paziente zero", e sottoporle ai test per verificare se sono state esposte al batterio oppure no. Succede nel carcere di Opera: a un funzionario in forza nella casa circondariale è stata diagnosticata la Tbc. Per questo motivo il personale che potrebbe essere stato esposto all'infezione dovrà essere sottoposto al test di Mantoux. Coloro che risulteranno positivi saranno inviati per ulteriori accertamenti a Villa Marelli, il centro specializzato nella cura della tubercolosi che dipende dall'ospedale Niguarda. E, in caso di diagnosi conclamata, dovranno iniziare la terapia.

Nei mesi scorsi uno dei lavoratori della struttura - originario e residente nel Sud Italia, dove adesso è ricoverato - avrebbe iniziato a mostrare i primi sintomi. La diagnosi conclamata della malattia però sarebbe arrivata solo di recente. Di qui, l'allerta di questi giorni dell'Asl di Milano, che ha avviato i controlli sul personale della struttura (in tutto, circa 700 persone: di questi, secondo i calcoli dell'Asl, circa 150 sono da esaminare). Le verifiche dovrebbero proseguire fino all'inizio della prossima settimana. Il protocollo prevede che sia fatto il test di Mantoux a chi potrebbe essere entrato in contatto con il batterio: l'esame permette di capire se, nell'ultimo periodo, una persona è stata esposta oppure no all'infezione.

"Coloro che risulteranno positivi, e che non sono per forza malati - spiega Giorgio Ciconali, direttore del servita zio Igiene e sanità pubblica dell'Asl di Milano - saranno presi in carico dagli specialisti di Villa Marelli per ulteriori accertamenti". Da corso Italia ci tengono a sottolineare che non c'è alcun allarme: i controlli saranno limitati solo ai lavoratori "che hanno avuto contatti seri e prolungati con il paziente ammalato". I test non dovrebbero essere fatti ai detenuti, che vengono già sottoposti a controlli periodici e di routine dai medici dell'ospedale San Paolo (la struttura incarica- dell'assistenza nel carcere di Opera).

Chi risulterà negativo, dovrà rifare l'esame tra due-tre mesi, "visto che i segnali che il soggetto è entrato in contatto con il virus possono manifestarsi anche a distanza di tempo", precisa il direttore di Villa Marelli, Giorgio Besozzi. Chi invece sarà positivo, sarà inviato nella struttura di viale Zara, specializzata proprio nella diagnosi e cura della Tbc. "A ogni paziente sarà fatta una lastra - dice Besozzi. Se questa permetterà di diagnosticare la malattia in modo conclamato, allora il soggetto sarà subito sottoposto alla terapia per la Tbc. Chi invece non presenterà tracce della malattia nella lastra, nonostante la positività al test di Mantoux, dovrà essere sottoposto a una terapia preventiva di sei mesi".

repubblica.it