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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/10/2014  -  stampato il 11/12/2016


Lecce:incendio doloso all'auto di un Poliziotto penitenziario

Sull’asfalto, ormai, non vi sono che residui di cenere e frammenti di plastica bruciata. Avanzi di una notte che ha visto l’ennesima autovettura avvolta dal fuoco. Una Renault Scenic, intestata a un agente di Polizia Penitenziaria di 42 anni, è stata data alle fiamme in via Rucula, a Merine.

I vigili del fuoco del comando provinciale sono sopraggiunti per spegnere l’incendio, che della vettura ha risparmiato ormai ben poco. Le lamiere, infatti, divorate dal rogo, sono state ridotte a un ammasso di ferraglia, per una danno complessivo ancora in fase di quantificazione. Al termine delle operazioni di spegnimento, i pompieri hanno effettuato un sopralluogo, che ha lasciato pochi dubbi circa la natura dolosa dell’accaduto: la modalità con cui le fiamme si sono propagate, ha confermato l'azione da parte di qualcuno.

Il titolare del veicolo sarà, nel corso delle prossime ore, ascoltato dai carabinieri. I militari dell’Arma hanno avviato le indagini per chiarire in quale contesto sia lievitato il livore di qualcuno. Non è dato sapere se il messaggio che qualcuno ha inteso lanciare sia maturato in ambito personale, o professionale.

Gli inquirenti stanno valutando anche la presenza di eventuali videocamere di sorveglianza installate all’esterno edifici dell’isolato, compreso quello che ospita una residenza per anziani, proprio nelle vicinanze del punto in cui la vettura è andata a fuoco.

La casa di riposo è di proprietà della ex compagna di Alessandro Verardi, collaboratore di giustizia 37enne, coinvolto nell’operazione “Augusta”. La donna è, tra l’altro, anche la sorella del poliziotto al quale nella notte è stata incendiata l’auto. Nel mese di aprile, fu proprio lei, Maria Santoro, all'epoca dei fatti compagna di Verardi, che si ritrovò con il mezzo incendiato, sempre in una strada della frazione di Lizzanello. Quella notte, i veicoli dati alle fiamme, in totale, furono tre. [IMG_3711-2]

Ma, al momento, nessun elemento ha messo in evidenza il legame di parentela tra i due come causa dell’episodio nella notte. Le indagini proseguiranno, anche grazie al supporto di eventuali testimoni che potrebbero aver notato qualcuno avvicinarsi al veicolo colpito prima dell'episodio. O allontanarsi negli istanti successivi. Al momento, sembrerebbe che qualcuno abbia fornito indizi determinanti agli inquirenti, circa l'identikit di un individuo. L’attività investigativa è coordinata dal maggiore Pasquale Carnevale, comandante della compagnia di Lecce.

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