www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/11/2014  -  stampato il 05/12/2016


Procuratore di Roma Pignatore: pronto a riaprire le indagini su Cucchi se emergeranno nuove ipotesi

Lunedì incontro con i familiari. Pignatone: "Valuteremo l'eventualità di nuovi accertamenti". La sorella Ilaria: "Azzeriamo tutte le perizie che hanno solo fatto fumo". Dopo l'assoluzione in appello, il caso Cucchi potrebbe riaprirsi. Il legale dei familiari, infatti, ha annunciato che presenterà in Cassazione "ulteriori elementi che orienteranno il processo".

E ora, il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone si dice disponibile a incontrare la famiglia (probabilmente già lunedì) e riaprire il caso. "Se emergeranno fatti nuovi o comunque l'opportunità di nuovi accertamenti, la procura sempre disponibile, come in altri casi, più o meno noti, a riaprire le indagini. Per quanto mi riguarda - aggiunge Pignatone - incontrerò volentieri, come già altre volte in passato, i familiari di Stefano Cucchi e il loro difensore. Se dalle loro prospettazioni e dalla lettura della sentenza di appello emergeranno fatti nuovi o l'opportunità saremo disponibili a cercare nuove prove".

"Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato" aggiunge Pignatone riferendosi alla morte del geometra nel 2009 all'ospedale Pertini dopo un'agonia di sei giorni.

"La responsabilità penale però - aggiunge il procuratore - è, come vuole la Costituzione, personale, e non collettiva, e deve essere riconosciuta dalle sentenze dei giudici, che tutte meritano assoluto rispetto anche quando, come nel caso di specie, tra loro contrastanti e, a parere dell' ufficio di procura, in tutto o in parte non condivisibili".

Secondo Pignatone, "nel caso in questione, poi, la sentenza di appello non è ancora definitiva e non se ne conoscono le motivazioni; essa, peraltro, giunge dopo un lungo e complesso iter processuale nel corso del quale tutte le parti, pubbliche e private, hanno potuto richiedere ai giudici gli accertamenti e gli approfondimenti ritenuti opportuni o necessari".

Il Corriere della Sera