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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/11/2014  -  stampato il 02/12/2016


Carcere di Tempio sfiorato da grave incendio: provvidenziale l’’intervento dei Poliziotti penitenziari per tutelare i detenuti e la struttura

L'incendio è di natura colposa e ha distrutto oltre venti ettari di macchia mediterranea e sugherete tra Tempio Pausania e Luras, spingendosi sino ai cancelli del carcere di Nuchis.

Secondo una prima ricostruzione, è partito alla periferia di Tempio all'interno di un vigneto dove si stavano bruciando delle stoppie. Le fiamme, però, sono sfuggite al controllo e si sono velocemente propagate a causa del forte vento di scirocco e della persiste siccità.

Dall'1 novembre sono cessate in Sardegna le prescrizioni antincendio della Regione che regolano l'accensione dei fuochi. Niente più autorizzazioni preventive da parte dei Forestali, quindi i roghi si stanno moltiplicando e non sono più soggetti a controlli come nel periodo estivo. La situazione a Nuchis è ora sotto controllo: oltre alle squadre a terra dei vigili del fuoco, volontari e forestali, sono intervenuti due elicotteri e un Canadair partito da Ciampino.

Provvidenziale anche la mobilitazione degli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Tempio. "Se non era per loro - sottolinea il segretario generale del Sappe, Donato Capece - l'incendio avrebbe creato non pochi problemi alla sicurezza e alla salubrità di detenuti e personale. Potevano essere momenti di grande tensione, impediti dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari in servizio, che sono stati bravi a mettere in sicurezza l'istituto e a contenere le fiamme".

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