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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/08/2010  -  stampato il 02/12/2016


Il Pd: "Nel carcere di Parma sovraffollamento e carenza di organico"

Un penitenziario che vive la difficoltà della carenza di risorse e di personale.Soliani e Ferrari hanno incontrato la vice direttrice del carcere, Lucia Monastero e il comandante della polizia penitenziaria Augusto Zaccariello. Hanno visitato le diverse sezioni, sia della casa circondariale, sia dei detenuti con condanna definitiva, compresi quelli posti al 41 bis, nonché gli ambulatori e gli spazi per gli incontri con i famigliari. I due esponenti del PD hanno anche incontrato gli agenti di polizia carceraria, con i quali hanno discusso, tra l’altro, del problema degli affitti e degli acquisti delle case per chi, come loro, si trasferisce a Parma per lavorare.
Innanzitutto quello che è saltato agli occhi in un giorno piovoso come quello di oggi sono state le numerose infiltrazioni d’acqua in vari locali della struttura.
Dalla visita è emerso il sovraffollamento del penitenziario. Anche se la situazione risulta migliore rispetto a quella di altre carceri, i detenuti per cella sono comunque 2, mentre lo spazio dovrebbe essere solo per uno. Mancano 176 agenti di polizia penitenziaria, rispetto a quelli previsti, a fronte di 534 persone detenute, cioè 115 in più rispetto alla capienza tollerata.
La maggior parte di loro sono in attesa di giudizio, i detenuti tossicodipendenti sono 83, un quinto della popolazione carceraria di Parma, gli stranieri 190, cioè un terzo del totale. Pochi, solo 15, hanno la possibilità di svolgere un lavoro esterno e 11 vivono in regime di semilibertà.
Le carenze di organico non riguardano solo gli agenti di polizia, ma anche gli educatori, che sono 4 quando invece dovrebbero essere 9, mentre gli psicologi sono 3.
Inoltre nel carcere di Parma sono in corso lavori di ristrutturazione, alla fine dei quali arriveranno 151 detenuti in più.
“Rispetto allo scorso anno – fa notare la senatrice - sono però migliorati gli spazi per i bambini in visita a padri detenuti. Questo anche grazie all’Agenzia per la Famiglia del comune di Parma e al lavoro dei volontari”.
Altra proposta per migliorare il funzionamento del carcere è quella di potenziare i servizi sanitari di competenza della Asl.
“La piscina per i paraplegici – continua Soliani – è rimasta come l’anno scorso. Vuota e inutilizzata”.
Alla fine della visita la senatrice e il consigliere hanno fatto 3 proposte di lavoro, per migliorare le condizioni del carcere di Parma, ma anche quelle delle carceri italiani in generale. La prima: rivedere il codice penale e la custodia cautelare, per diminuire i tempi di detenzione. Affidare i tossicodipendenti a cure in comunità, prevedendo misure alternative alla pena. Approvare presto in Senato, il provvedimento per l’uscita dal carcere un anno prima del termine della reclusione.
La seconda: Aumentare il numero degli agenti di polizia penitenziaria, riorganizzarne la carriera. Inoltre aumentare il numero di educatori, dei mediatori culturali e degli psicologi della struttura. Istituire il Garante Nazionale per i detenuti e prevedere il Garante per Parma.
La terza: stabilire un aggiornamento del protocollo tra servizio sanitario nazionale e carcere, come indicato nella conclusione della relazione sulla vicenda della morte di Stefano Cucchi, stilata dalla commissione d’inchiesta del Senato. Indicazione già accolta dal ministro. Potenziare la scuola in carcere, aumentare la possibilità di lavoro esterno, incrementare le attività culturali e sociali, anche grazie al lavoro dei volontari.
“Nei prossimi giorni – spiegano Soliani e Ferrari- incontreremo il comune e la provincia di Parma, le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria e il direttore della Asl, per discutere degli impegni di loro competenza”.
“Recuperare i detenuti – prosegue la senatrice – è un dovere della Repubblica : vi sono molti giovani reclusi, uno spreco di risorse umane. Vi sono professionalità e senso del dovere tra gli operatori, dobbiamo valorizzarli. Continueremo il nostro impegno”.
Ferrari ha dichiarato: “Nei prossimi giorni in Regione porterò anche il problema casa, per gli agenti di polizia penitenziaria di Parma, che provengono per la gran parte dal Sud Italia, ma si stabiliscono qui per lavorare e vivere con le loro famiglie. Mi auguro – conclude – che queste visite continuino, non solo una volta all’anno, ma si possano ripetere più spesso, per cercare di risolvere i problemi del sistema carcerario italiano”.

 

Fonte: repubblica.it/