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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/11/2014  -  stampato il 07/12/2016


Renato Zero a Regina Coeli: confronto con due detenuti dopo la rapina del suo orologio da 45mila euro

Dovrà guardarli in faccia, incrociare i loro sguardi, provare a recuperare dettagli dalla memoria. Il cantautore Renato Zero, in una sezione del carcere di Regina Coeli, sarà parte lesa e potenziale testimone nell'inchiesta sui colpi messi a segno da alcuni specialisti nelle rapine di orologi. Gli verranno mostrate alcune persone e Zero dirà se riesce a riconoscerne qualcuna.

La Procura sta cercando di dare un nome agli autori della rapina ai danni del cantante, raggiunto e aggredito sotto casa - alla Camilluccia - prima di essere rapinato dell'orologio. Era il 9 maggio scorso, quando il cantante fu costretto a cedere di fronte a due aggressori che, stando alle prime dichiarazioni, «avevano un chiaro accento napoletano». 

Da allora, le indagini sono andate avanti. E si sono soffermate su due presunti rapinatori, attualmente detenuti, entrambi coinvolti in una altra indagine. La Procura ha notificato un avviso di fissazione di incidente probatorio a carico di Salvatore Vaccaro e Giuseppe Scafaro, entrambi originari dei Quartieri Spagnoli. Sono ritenuti due specialisti.

Il primo è accusato di due rapine, mentre il secondo di una sola. Furono loro a rapinare Renato Zero? Il confronto è fissato per il 20 novembre. Tecnicamente si tratta di una «individuazione di persona», un atto irripetibile, che si consuma in presenza delle parti (pm e legali degli indagati) e sotto il vaglio di un giudice.

Il cantautore aveva provato a fornire alcuni particolari degli aggressori, in uno scenario investigativo che si è via via arricchito anche della testimonianza del custode dello stabile in cui vive l'artista. A Zero fu portato via un orologio da circa 45 mila euro.

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