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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/11/2014  -  stampato il 23/04/2017


Si allarga l’’indagine sullo spaccio di droga ad Aosta: perquisizione della Penitenziaria in tutte le celle

Nuovi indagati nell’inchiesta sullo spaccio di droga che una settimana fa ha portato l’assistente di Polizia Penitenziaria David Grosso, 40 anni, di Aosta, prima in carcere a Verbania e poi agli arresti domiciliari nella sua casa in città. 

L’episodio della droga, 50 grammi di cocaina nascosti nel Suv Hyundai dell’agente, sembra destinato a scatenare l’effetto domino all’interno del carcere di Brissogne in cui lavorava Grosso, perché se è vero, come hanno più volte ripetuto magistrati, polizia e lo stesso legale dell’agente che «la droga non era destinata al carcere», è altrettanto vero che per gli uomini del capo della Squadra mobile Nicola Donadio tutta l’inchiesta è nata dalle segnalazioni di illeciti emersi dietro le sbarre di Brissogne. 

Non si conoscono i nomi degli iscritti nel registro degli indagati né la Procura ne ha fatto menzione. Non è ancora chiaro se gli indagati siano legati allo spaccio della droga che Grosso si procurava sulla piazza di Torino, oppure se siano implicati in quelli che i poliziotti hanno chiamato «illeciti commessi nella casa circondariale».  

Gli investigatori vogliono capire se alcuni detenuti abbiano ricevuto, in cambio di denaro, schede telefoniche o cellulari o altro ancora. Tuttavia, dopo il sequestro della droga, giovedì il carcere di Brissogne è stato rivoltato come un calzino da sessanta uomini della Polizia Penitenziaria con le unità cinofile. A gruppi, gli agenti hanno perquisito tutte le celle e le aree comuni del carcere, compresa la sezione speciale riservata ai collaboratori di giustizia, alla ricerca di droga, schede sim e telefonini o altro materiale utile ad alleviare le giornate di detenzione dei detenuti. Un segnale forte, ma che mette in evidenza anche la «fragilità» della casa circondariale.  

L’assistente della Polizia Penitenziaria era seguito da mesi nei suoi frequenti spostamenti a Torino, legati all’attività calcistica dei figli. E’ stato monitorato, filmato, fotografato ed intercettato. Sabato lo hanno bloccato in flagranza di reato alla periferia di Aosta, mentre rientrava dal capoluogo piemontese.  

Da tempo, da diversi ambienti investigativi, erano emerse frequentazioni sospette dell’agente, in qualche caso riconducibili anche a personaggi coinvolti in inchieste sulla criminalità organizzata. Su di lui la polizia aveva già in passato aperto un’indagine ma dopo un lavoro di mesi tutto venne archiviato per la mancanza di prove.  

David Grosso è molto conosciuto nell’ambiente calcistico valdostano per essere stato uno dei più forti attaccanti dei tornei di calcio a 5, vincendo ripetutamente il titolo di capocannoniere nel prestigioso «Claudesport». 

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