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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/11/2014  -  stampato il 06/12/2016


Vuoto di potere nel carcere di Lodi: il TAR sospende il trasferimento della Direttrice Mussio

Stefania Mussio, vince il primo round contro il Ministero della Giustizia. Ieri il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva cautelare avanzata dall'ex direttrice del carcere di Lodi: fuori dal legalese, il Tribunale amministrativo ha sospeso sia il provvedimento di revoca dell'incarico datato 27 giugno che la successiva nomina della reggente Stefania D'Agostino.

Tutto bloccato, in attesa dell'udienza di merito. Dall'ordinanza però pare già delinearsi un preciso orientamento del collegio presieduto da Adriano Leo: "gli atti impugnati, sottolineano i giudici, sono stati assunti da soggetto incompetente, non potendosi ritenere, quale valido atto di ratifica il provvedimento del 2 luglio del direttore generale del personale e della formazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria", per di più in "assenza di qualsivoglia coinvolgimento del destinatario del provvedimento".

Come dire: a un primo esame l'allontanamento della Mussio distaccata al penitenziario di opera, sembra illegittimo. Arrivata da Voghera nel 2007, a inizio del 2014 la dirigente era finita nel mirino dei delegati della Polizia Penitenziaria che lamentavano in particolare il "mancato rispetto delle corrette relazioni sindacali, turni di lavoro troppo pesanti e condizioni igieniche carenti in alcuni reparti dovute anche alla presenza di alcuni cani".

Risultato: dichiarazione di stato di agitazione permanente. Seguita a stretto giro da una ispezione disposta dal Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria. Qualche mese dopo la decisione del provveditore Aldo Fabozzi: spostamento della Mussio a Opera e arrivo della reggente D'Agostino.

"Ho fatto questa scelta nel tentativo di riportare un po' di tranquillità: da un anno a questa parte e soprattutto negli ultimi mesi, la situazione era degenerata - disse allora Fabbozzi. Penso che anche la dr. Mussio dovrebbe cogliere il lato positivo della vicenda". Invito rispedito al mittente dalla direttrice interessata che ha subito impugnato il provvedimento. E ora lo stop del Tar rischia di creare un vuoto di potere. Sì, perchè stando all'ordinanza la questione verrà affrontata nel merito solamente il 17 dicembre 2015. Cioè tra tredici mesi.

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