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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/11/2014  -  stampato il 08/12/2016


Funerali del collega Liberato Caruso di Ariano Irpino: momento di fragilitÓ che pu˛ capitare a chiunque

Un fascio di rose rosse e il picchetto d’onore dei suoi colleghi uniti nel dolore più profondo, accanto al feretro dell’assistente capo della Polizia Penitenziaria Liberato Caruso morto tragicamente esattamente una settimana fa. Un sabato tristissimo ieri per Ariano tra lacrime e commozione in una Basilica Cattedrale gremita fino all’inverosimile. Presente il direttore della Casa Circondariale Gianfranco Marcello insieme al Commissario Capo Tiziana Perillo della Polizia Penitenziaria e al personale amministrativo.

Una grande attestazione di affetto e solidarietà in questo momento così difficile, alla moglie Pina, alla figlia Francesca  alla sorella Maria e a tutti i suoi familiari ancora frastornati e increduli. Celebrano in tre il rito funebre, sull’altare il parroco di contrada Manna don Antonio Ventulli insieme al cappellano del carcere Padre Nicola Di Rienzo e  don Michele Puopolo. Parole di conforto e di speranza: “Più che chiederci come e cosa è successo, interroghiamoci, su cosa potevamo fare e non abbiamo fatto per lui, a partire da noi chiesa – ha detto Padre Nicola – in questa vita corriamo troppo, nel lavoro senza avere più il tempo di guardarci negli occhi e capire se un nostro fratello necessita davvero di un aiuto, di una parola di affetto e incoraggiamento, in un momento di sconforto che a volte si può nascondere molto bene. Fermarci davanti alla persona, questo è ciò che dovremo fare di più.”

Liberato ha avuto un momento di fragilità e debolezza che purtroppo può capitare a chiunque in questa vita. Silenzio e preghiera ha invocato dall’altare don Antonio Ventulli: “Le tante parole, i troppi perché e ma, non giovano alla vita spirituale e neppure alla famiglia. Dobbiamo solo pregare intorno a voi e questa non è l’ultima spiaggia ma è primiera della nostra esistenza. La vita non è nostra, è del Signore, ma il Padre buono, anche in queste circostanze sa osare amore e misericordia, accoglierà tra le sue braccia Liberato. Dinanzi a queste situazioni, non ci sono troppe parole e riflessioni, possiamo dire tutto quello che vogliamo,  ma attenzione, puntiamo lo sguardo sul Cristo trafitto che morto e risorto per noi, accoglie ogni uomo.” Poi il pensiero commovente delle amiche di Francesca: “Anche se la nostra giovane età non ci fa intuire bene, quelli che sono i problemi della vita, in queste circostanze capiamo quanto sia importante e prezioso ogni attimo che condividiamo. Ti faremo noi da scudo per il resto della tua vita.”

E’ affidato ad una sola voce commossa e tremante infine il saluto unanime della famiglia: “E’ tutto così incredibile, tu così onesto, vero, puro, tu che non mostravi mai nessuna fragilità e che in ogni situazione riuscivi sempre a sdrammatizzare e a strapparci un sorriso.  Hai donato il tuo amore a tutti noi, abbiamo ancora bisogno di te. Siamo sicuri che ora sei tra le braccia dei tuoi nonni che ti amavano tanto, di zio Peppino e del tuo piccolo fratellino. Ti amiamo immensamente.” 

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