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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2014  -  stampato il 11/12/2016


Operazione Farfalla e Rientro: ascoltato dal Copasir l’’ex Capo Dap Giovanni Tinebra

Dopo l’audizione saltato dell’ex direttore del Sisde, Mario Mori, ascoltato l’ex capo del Dap, Giovanni Tinebra. L’origine delle operazioni partono proprio da un accordo tra Tinebra e Mori, che ha rifiutato di sottoporsi all’audizione, spiegando “Siccome l’operazione ‘Farfalla’ fa parte del processo sulla trattativa, la mia intenzione è parlarne in quel processo e non voglio anticipare le mie mosse in un’altra sede”.

Il Comitato sta svolgendo un’indagine conoscitiva su due operazioni “Farfalla” e “Rientro” promosse da Sisde e Dap circa dieci anni fa per avvicinare alcuni boss detenuti al 41 bis. Il Copasir avrebbe già dovuto ascoltare Tinebra lo scorso 29 ottobre alla Camera, sede dove normalmente si riunisce il Comitato, ma l’audizione era saltata per ragioni di salute dello stesso Tinebra.

ll Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, guidato da Giacomo Stucchi, ha così fatto tappa a Catania per l’audizione dell’ex capo del Dap – dal 2001 al 2006 -Giovanni Tinebra, attuale procuratore generale di Catania, proprio nell’ambito dell’indagine sulle due operazioniFarfalla e Rientro.

Lo scorso ottobre il Copasir è andato avanti con le audizioni, ascoltando per circa tre ore Maria Monteleone e Erminio Amelio, i due pm romani che hanno aperto un’inchiesta anni fa sulle operazioni svolte da Sisde e Dap, nella quale sono indagati l’ex capo del servizio ispettivo del Dap, Salvatore Leopardi e l’ex direttore del carcere di Sulmona, Giacinto Siciliano. L’accusa rivolta ai Leopardi e Siciliano è di aver girato ad agenti del Sisde informazioni ottenute da colloqui segreti con Antonio Cutolo, un ergastolano camorrista, senza condividere le notizie con le procure competenti.

Proprio nell’ambito di questo procedimento l’agente del Sisde Raffaele Del Sole aveva opposto il segreto di Stato, che nel 2011 era stato confermato dall’allora premier Silvio Berlusconi, di recente revocato dall’attuale premier.

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