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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/12/2014  -  stampato il 05/12/2016


Nuovo padiglione del carcere di Livorno destinato all’’alta sicurezza? Il NO del Comune

“Da recentissime comunicazioni intercorse con il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria sembra che la destinazione del nuovo padiglione della Casa Circondariale delle Sughere di Livorno sia orientata verso l’ospitalità di detenuti ad alta sicurezza ed a elevato indice di vigilanza. Questa decisione, non ancora ufficializzata, smentisce e mortifica il lavoro intercorso in questi anni, affinché la Casa Circondariale di Livorno, con l’apertura del nuovo padiglione, potesse rinnovare una storia, dopo le criticità degli ultimi tempi”.

Lo ha detto il Garante dei Detenuti del Comune di Livorno, Marco Solimano, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Municipale, alla quale hanno preso parte la vicesindaco Stella Sorgente, l’assessore al Sociale Ina Dhimgjini, il Garante dei Detenuti della Regione Toscana Franco Corleone, la presidente del Consiglio Comunale Giovanna Cepparello. Presenti anche i capigruppo consiliari Bastone (M5s),Raspanti (Buongiorno Livorno), Ruggeri(Pd) con il consigliere De Filicaja, Amato Nicosia (Forza Italia) e i rappresentanti di Arci Solidarietà e Cesdi. “Nel caso venisse confermata questa decisione – ha dichiarato ancora Solimano – non sarebbero quindi minimamente presi in considerazione i bisogni del territorio, della città e della sua ampia provincia.

Tutto questo avviene senza che sia mai stato attivato dal DAP alcun livello di interlocuzione con la città e le sue istituzioni che in questi anni si sono impegnati su più fronti affinché la destinazione fosse esclusivamente quella della media sicurezza”. Anche il Garante regionale Corleone si è detto “fortemente contrario a una decisione calata dall’alto senza confronto con la città e in aperto conflittualità con il principio della territorialità della pena”. L’assessore Dhimgjini, che recentemente ha effettuato una visita al carcere insieme alla vicesindaco Sorgente, hai informato di avere scritto al Ministero di Grazie e Giustizia per evidenziare che “se venisse istituita la sezione femminile nel carcere di Livorno, questo rappresenterebbe un riavvicinamento delle detenute al territorio, appunto in aderenza al principio della territorialità della pena”.

La presidente del Consiglio Comunale Cepparello e i capigruppo si sono trovati d’accordo sull’idea di stilare in occasione della prossima seduta del Consiglio un documento per rivendicare un ruolo della città e delle sue istituzioni rispetto alla futura destinazione del carcere.

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