www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 17/08/2010  -  stampato il 10/12/2016


Carcere di Ascoli, Ciccanti risponde al leghista Marangoni

Botta e risposta sulle condizioni del carcere di Marino del Tronto. «Le sue dichiarazioni sull’esubero del personale di sorveglianza ci lasciano esterrefatti» - ASCOLI – .Parole del senatore Amedeo Ciccanti, in risposta alle esternazioni del consigliere regionale della Lega, Enzo Marangoni, che in merito al supercarcere di Marino del Tronto aveva parlato di 150 agenti di custodia per soli 118 detenuti.«Eppure i dati sono stati acquisiti insieme – afferma l’esponente dell’Udc – 182 agenti e graduati di polizia penitenziaria sono quelli previsti in pianta organica;  mediamente assegnati ce ne sono 150; di questi in servizio effettivo ce ne sono circa 120 su tre turni (circa 40 agenti ogni turno), che devono scontare ferie, malattia, recuperi e traduzioni per spostamenti detenuti. Tra questi ci sono complessivamente 28 agenti del Gruppo Operativo Mobile, il reparto speciale della Polizia penitenziaria che è assegnato alla sorveglianza del 41bis, ossia i detenuti ad altra pericolosità che hanno una sorveglianza speciale rafforzata». Ed ancora: «Al nostro neoconsigliere regionale leghista sembrano troppi 150 agenti per 118 detenuti. La realtà dice invece che gli agenti calcolati dal Ministero della giustizia (182), ossia anche dal suo ex Ministro Castelli, sono riferiti ad un numero di detenuti regolamentari per il solo carcere giudiziario di 30 posti (7mq per detenuto), che diventano 60 alzando gli indici di tollerabilità. Ebbene noi ne abbiamo contati 74 e due erano in arrivo, oltre ai 44 del 41bis (totale 118). Ci sono ben 14 detenuti in più oltre quelli tollerati, che la Corte di giustizia per i diritti dell’uomo di Strasburgo già potrebbe sanzionare con sonore multe per l’Italia. Abbiamo visto che in alcune celle non ci sono nemmeno i tavolini per mangiare per mancanza di spazio occupato da brande a castello di quattro piani. Abbiamo registrato che i tagli lineari di Tremonti non consentono di comprare nemmeno il dentrificio e lo spazzolino da denti per i detenuti indigenti e che la Caritas diocesana di Don Dante soccorre lo Stato». «Dove sono – si domanda infine Ciccanti – i miliardi sequestrati alla mafia da destinare alla giustizia e alle forze dell’ordine. Assistiamo al contrario al disorientamento degli operatori delle carceri e dell’ordine pubblico che protestano per turni massacranti, per carenza di mezzi e per i tagli di retribuzione».